Cronaca / Sondrio e cintura
Giovedì 18 Giugno 2026
Maturità: tracce «promosse a metà» dai giovani della Valtellina
Dopo la prova di italiano a Sondrio, emergono le strategie dei maturandi tra analisi del testo e temi di attualità.
Lettura 2 min.Sondrio
«Non c’è male, ma onestamente si poteva fare meglio». È un giudizio sospeso tra soddisfazione e qualche rimpianto quello che emerge tra gli studenti e le studentesse della Valtellina e della Valchiavenna dopo la prima prova scritta della maturità, il tema di italiano affrontato oggi da oltre 1.300 candidati. Un esame vissuto sotto un sole implacabile e temperature bollenti che hanno reso l’uscita dal campus scolastico di via Tonale a Sondrio, poco dopo le 13, quasi un secondo banco di prova.
Le tracce proposte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito hanno raccolto un’accoglienza «promossa a metà»: abbordabili, sì, ma non tutte convincenti. In molti hanno scelto di giocare sul sicuro, concentrandosi soprattutto sulla tipologia B3 e sulla C2 - le preferite -, mentre le analisi del testo sono rimaste ai margini.
Tra i riferimenti più scelti, per l’appunto la B3, il brano di Frank Furedi tratto da “I confini contano”, che proponeva una riflessione ampia sul significato dei confini non solo geografici, ma anche culturali, sociali e identitari. Una traccia che ha attirato numerosi maturandi per la sua attualità e per la possibilità di sviluppare collegamenti interdisciplinari e di analizzare comportamenti di adulti che vogliono vivere da adolescenti. Molto gettonata anche la proposta di attualità (C2) legata a Mario Calabresi e al suo “Alzarsi all’alba” che ha spinto i candidati a confrontarsi con temi come impegno, sacrificio, fatta e merito. Un invito a riflettere sul valore del percorso personale e professionale delle nuove generazioni, tra aspettative e realtà. Decisamente meno fortuna per le analisi del testo, tipologie A1 e A2, scelte da una minoranza ristretta. Qualcuno ha comunque tentato la strada della poesia con Cesare Pavese e il componimento “Passerò per Piazza di Spagna”, ma la maggior parte degli studenti ha preferito evitare il rischio. Ancora più netto il «vuoto» registrato sulla seconda proposta, con Vitaliano Brancati e il racconto “La nostalgia”, giudicato da molti poco familiare, nonostante il tema centrale del rapporto tra passato e presente e il valore dei ricordi.
Dalle prime impressionazioni raccolte tra i candidati, le scelte raccontano strategie diverse ma spesso pragmatiche. «Non ho avuto dubbi. Appena ho letto la traccia B3 mi ci sono cimentato», racconta Alessandro Gatti, che ammette senza esitazioni: «Le analisi del testo non le ho neanche lette». Più riflessiva la scelta di Iris Andreoli, che ha puntato sulla C1, una riflessione sul concetto di «incanto» a partire dall’articolo “Funziona a meraviglia” di Wenke Husmann: «Mi ha dato la possibilità di parlare anche di esperienze personali». Sulla stessa linea, ma sulla B3, anche Filippo Moizi, che ha apprezzato il taglio della traccia: «Faceva riflettere sugli adulti che si comportano come adolescenti e mi ha permesso collegamenti con altri autori studiati». Scelte differenti, invece, all’interno della stessa classe per Michele Gatti, che ha optato per la C1, e per Bryan Bonolini, orientato invece sulla C2: «Mi sono basato sul testo e ho analizzato il rapporto tra giovani e mondo digitale, che oggi rende tutto più immediato».
Tra le opzioni più istituzionali, Elena Pedrotti ha scelto la B1 dedicata all’Assemblea Costituente, con un brano del discorso di insediamento di Giuseppe Saragat, mentre Matteo Fasani ha preferito la C1, affascinato «dal tema dello stupore e del meravigliarsi davanti alla realtà». Più strategica la scelta di Manuel Della Ghelfa, che ha optato per Pavese: «Per tutto l’anno mi sono cimentato con l’analisi del testo e non ho voluto rischiare con altre tipologie, nonostante non avessimo affrontato l’autore in classe e la sua poesia». Tra le lingue e i licei, anche Francesca Magi ha scelto la B3, definendola «una traccia più nelle mie corde», mentre Saul Miozzo ha preferito la C1, «onestamente la più fattibile».
Nonostante la varietà delle scelte, resta in molti la sensazione di una traccia meno prevedibile del solito. «Ci aspettavamo autori come Pirandello, Verga o D’Annunzio», raccontano in diversi, insieme alla delusione per un tema di attualità che non ha incluso argomenti attesi come guerra, disagio giovanile, salute mentale o intelligenza artificiale. Proprio quest’ultima, grande assente della prova, rischia però di diventare protagonista nelle settimane successive per studiare, in vista dei colloqui orali ormai alle porte.
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