Cronaca / Sondrio e cintura
Mercoledì 27 Maggio 2026
Muore dopo l’attacco di uno squalo in Australia, lutto anche in Valtellina
Profondo cordoglio a Montagna Alta, in provincia di Sondrio, per la morte di Steven Mattaboni, 38 anni, residente a Perth ma con origini valtellinesi. L’uomo ha perso la vita il 19 maggio scorso dopo essere stato attaccato da uno squalo durante una battuta di pesca subacquea
Lettura 1 min.Montagna Alta
Una terribile tragedia, consumatasi nelle acque dell’Australia occidentale, ha colpito anche la Valtellina. A Montagna Alta, in Provincia di Sondrio, parenti e conoscenti piangono la scomparsa di Steven Mattaboni, 38 anni, morto il 19 maggio scorso dopo essere stato attaccato da uno squalo durante un’immersione di pesca subacquea al largo di Horseshoe Reef, vicino a Rottnest Island, non lontano da Perth.
Steven, che viveva in Australia, proprio a Perth, aveva origini valtellinesi da parte del padre Peter, la cui famiglia è legata proprio a Montagna Alta. La notizia della sua morte si è rapidamente diffusa anche in Provincia di Sondrio, dove in tanti si sono stretti attorno ai parenti colpiti da un dolore devastante.
Secondo la ricostruzione riportata dai media australiani e dalla Bbc, il dramma si è consumato nella mattinata del 19 maggio scorso, intorno alle 10 ora locale. Mattaboni si trovava in mare per una battuta di pesca subacquea con alcuni amici quando, a circa venti metri dall’imbarcazione, è stato aggredito da uno squalo lungo circa quattro metri, che lo ha morso a una gamba.
Gli amici che erano con lui hanno assistito impotenti alla scena e hanno tentato disperatamente di salvarlo, riportandolo rapidamente a riva. I soccorritori intervenuti sul posto hanno però potuto soltanto constatare la gravità delle ferite: ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile.
Dietro il dramma resta soprattutto una famiglia spezzata. Steven lascia la moglie Shirene e due figlie piccolissime: una bambina di quasi tre anni e una neonata di appena quattro mesi. Nel necrologio diffuso in Australia e condiviso anche dai parenti valtellinesi, Steven viene ricordato come uno spirito libero, profondamente amato dalla moglie, dalle figlie, dal padre Peter, dalla madre Jenny e dalla sorella Janice.
Commoventi le parole della moglie, che lo ha descritto come un padre straordinario, un uomo ferocemente leale, infinitamente generoso e sempre pronto ad aiutare chiunque. «Il mondo ha perso un vero gentiluomo unico nel suo genere», ha scritto Shirene, aggiungendo che il cuore della famiglia è «irrimediabilmente spezzato».
Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati negli ultimi giorni. Il Kingsley Amateur Football Club, squadra nella quale Mattaboni aveva giocato, lo ha ricordato come «una delle persone più genuine che si potessero incontrare», sottolineando come il suo sorriso e la sua presenza illuminassero ogni ambiente. Anche la Australian Underwater Federation ha espresso vicinanza alla famiglia e agli amici presenti durante l’immersione.
Per sostenere Shirene e le due bambine è stata inoltre aperta una raccolta fondi online che ha raccolto una straordinaria ondata di solidarietà: sono stati donati quasi 400 mila dollari australiani, pari a circa 240 mila euro. Un aiuto concreto per una famiglia travolta da una tragedia che ha unito nel dolore l’Australia e la Valtellina.
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