Cronaca / Sondrio e cintura
Domenica 09 Agosto 2026
Lanzada, Franscia chiede una fermata per le navette
524 firme per chiedere una fermata a Franscia delle navette dirette a Campo Moro e Campagneda. Il Comune, però, conferma l’attuale organizzazione, con fermate straordinarie solo quando possibile.
Lettura 2 min.Lanzada
Inizialmente, quando il servizio di bus navetta per l’alta quota lanzadese è stato pensato e, in fase embrionale, discusso con gli operatori di Franscia, Campo Moro e Campagneda, non si erano levate osservazioni rispetto al fatto che le navette facessero la spola fra l’arrivo del sentiero del Fornèl e Campo Moro, senza che fosse prevista una fermata a Franscia. Agli operatori dell’albergo Edelweiss, la famiglia Dioli, che lì risiede e che è tagliata fuori dal resto del mondo dall’11 novembre dello scorso anno, quando è scesa la frana sulla strada per Franscia all’altezza della galleria artificiale, sulle prime non deve essere parso così grave non avere la fermata in paese «anche perché siamo a dieci minuti, massimo 15, dall’arrivo del sentiero del Fornèl – ci avevano detto -, per cui, per noi, il fatto che la navetta non arrivi fin qui non cambia granché».
Ma quando le navette hanno cominciato a transitare, dal 20 giugno, tutti i giorni, su e giù, dalle 7.30 del mattino alle 18.30, e i titolari dell’hotel se le sono viste passare davanti senza che si fermassero, le cose sono cambiate e il malcontento è cresciuto. «Questa iniziativa ha di certo stimolato un discreto afflusso di turisti in quota – dicono -, necessario e meritato dopo un così lungo periodo di stagnazione e immobilità, ma ha fortemente penalizzato l’area di Franscia come meta turistica e di ristoro. Non crediamo che una fermata a Franscia penalizzerebbe o sottrarrebbe clientela alle attività più in quota». Invero dagli stessi turisti, ma anche dai titolari delle seconde case e baite della zona, giunge la richiesta di potersi fermare anche a Franscia e per quanto si legge via social, gli autisti, quando possono, su richiesta, alcuni passeggeri li fanno comunque scendere, ma formalmente la fermata non c’è.
«Quello che chiediamo noi e che chiedono i turisti e i proprietari delle seconde case – dice Milena Dioli, contitolare dell’Edelweiss, la cui famiglia ha promosso una raccolta firme recentemente consegnata in Comune e forte di 524 adesioni – è la possibilità di istituire una corsa di bus navetta fra il Fornèl e Franscia per far poi partire da qui gli altri tre bus per Campo Moro. Dove ci sono spazi adeguati per la soste delle persone, non come al Fornél dove si creano lunghe file di persone in attesa in un’area del tutto priva di servizi dove la stessa movimentazione dei mezzi in mezzo alle persone potrebbe creare problemi». Un’opzione, però, che l’amministrazione comunale non sembra intenzionata a considerare ritenendo quanto introdotta in via del tutto eccezionale per tentare di salvare il salvabile come il massimo che si poteva fare in questo frangente. «Il servizio navetta, come sempre detto – dicono gli amministratori – è stato pensato come strumento di supporto e non come soluzione e, fino ad oggi, ci sono pervenute solo poche richieste di chiarimento cui abbiamo dato puntuale riscontro. Quanto alla petizione, andrà ripresentata completa, di nome e cognome in stampatello sotto ciascuna firma, dato che la maggior parte è illeggibile, e col rispettivo indirizzo di residenza. Il numero dei firmatari rappresenta certamente un elemento di valutazione, ma può essere oggetto di differenti interpretazioni. Oltretutto, ogni qualvolta le condizioni lo hanno permesso, senza pregiudicare il servizio principale, gli autisti hanno accompagnato fino a Franscia gli utenti che ne facevano richiesta, anche in capo all’albergo Edelweiss, offrendo sempre supporto anche per il trasporto dei materiali pesanti». Per ora le posizioni sembra restino quindi distanti. Le quattro navette probabile continueranno a partire dal Fornèl e a non fermarsi formalmente a Franscia, salvo farlo ogni volta possibile, per far scendere persone che lo richiedano.
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