Nuovo altare a Lanzada: la cerimonia con il cardinale Cantoni

Al centro della parrocchiale di San Giovanni Battista troneggia ora la preziosa pietra locale proveniente da Sondrio

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Lanzada

È stato consacrato mercoledì, con cerimonia solenne presieduta dal vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni, il nuovo altare in serpentino della parrocchiale di San Giovanni Battista, a Lanzada. Una grande chiesa settecentesca, barocca, il cui presunzio presbiterio è interamente affrescato da un prezioso ciclo pittorico di Pietro Ligari, artista sondriese molto quotato all’epoca. Al centro del presbiterio troneggia ora il nuovo altare in pietra locale, un serpentino verde proveniente dalla cava di Torre di Santa Maria della Schena Arte Marmi di Sondrio e realizzato da questa azienda su progetto dell’architetto Massimo Palladini, del capoluogo. Architetto che si è occupato anche della progettazione del rifacimento dell’ambone e della pavimentazione in grandi piastrelle di gres della chiesa, di cui è stato completamente rifatto l’impianto di riscaldamento.

Un lavoro lungo ed impegnativo, in toto autorizzato dagli enti civili ed ecclesiastici competenti, che ha richiesto almeno sei mesi di tempo, commissionato dalla parrocchia di Lanzada e terminato due mesi fa, quando l’edello di culto ha potuto essere riaperto al pubblico e alle funzioni, in precedenza effettuate nella sala Maria Ausiliatrice dell’oratorio del posto. Per la consacrazione dell’altare si è aspettato un poco di più, in base anche agli impegni del vescovo chiamato ad officiare questo tipo di riti, molto articolati. Basti dire che la funzione è durata 1.45, e, accanto al vescovo, c’erano anche parroci e sacerdoti. Don Roberto Secchi, segretario del vescovo, e poi ancora, don Renato Corona, parroco della Valmalenco fino al 27 settembre prossimo, perché poi farà la sua entrata ad Albosaggia il 17 ottobre, don Simone Trabucchi, suo collaboratore, di stanza a Lanzada, insieme ai parroci e sacerdoti del posto, ovvero don Alfonso Rossi, recentemente rientrato dal suo servizio a Lipomo (Como) e ora coadiutore per la Valmalenco, don Remo Bracelli e don Michele Parolini. L’altare, come si conviene, è stato interamente unto con il sacro crisma dal vescovo e, al termine della consacrazione, vi sono state inserite anche le reliquie di quattro antichi martiri della chiesa fra cui il beato Nicolò Rusca, arciprete di Sondrio, rapito e condotto a Thusis attraverso il Passo del Muretto, bendato e seduto al contrario sul proprio mulo, per morire poi sotto tortura da parte di un tribunale protestante svizzero.

L’arciprete è stato proclamato beato da Papa Francesco con rito tenutosi a Sondrio il 21 aprile 2013. «Questo è il significato delle reliquie dei martiri e dei santi incastonate nella pietra del nostro altare» – ha detto il vescovo – «il sacrificio di questi membri eletti continua e attualizza il sacrificio di Cristo. Anche noi, membra del suo mistico corpo, siamo invitati a condividere la sua totale donazione. In unione con lui, offriamo i nostri sacrifici quotidiani». I numerosi fedeli presenti sono poi stati invitati, al termine della celebrazione, a baciare l’altare consacrato, come il rito prevede. Sul suo alto valore simbolico, ovviamente, nulla da eccepire, ma c’è chi, a Lanzada, non riesce ad abituarsi al nuovo arredo sacro che troneggia possente al centro di un presbiterio in cui è una certa «leggiadria» barocca a prevalere.

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