Cronaca / Sondrio e cintura
Lunedì 02 Febbraio 2026
Olimpiadi Milano-Cortina, Areu schiera 1700 operatori sanitari
L’Agenzia regionale emergenza urgenza pronta a garantire assistenza durante i giochi. Massazza: “Grande lavoro per la sicurezza sanitaria olimpica”.
Sondrio
L’Agenzia regionale dell’emergenza e urgenza è in prima linea nel garantire il soccorso sanitario durante il periodo olimpico e a questo scopo schiera, a seconda delle gare programmate e delle località interessate, un complessivo di 1700 operatori fra i propri, di Areu, i colleghi del Niguarda e i volontari di Croce Rossa, Anpas e delle Misericordie.
«Ci occupiamo del soccorso e delle emergenze su tutto il territorio lombardo – dice Massimo Lombardo, direttore generale di Areu, presente in Alta Valle, fra Sondalo, Bormio e Livigno, venerdì scorso in sede di inaugurazione della sanità olimpica – e ovviamente abbiamo rafforzato il nostro apparato in previsione del grande afflusso di persone cui assisteremo a Milano e in Valtellina. E poi c’è tutto il discorso del soccorso sulle piste da sci di Bormio e di Livigno, effettuato da personale nostro che ha alle spalle anche un addestramento particolare, anche se devo dire che, su questo aspetto, siamo già abbastanza rodati dato che gestiamo la parte sanitaria della Coppa del Mondo di Bormio dal 2017. Infine c’è tutta la parte del soccorso sulle piste del ghiaccio di Milano, che richiedono tecniche speciali, diverse ovviamente da quelle approntate sulle piste da sci».
Areu, quindi, non solo risponde prontamente presente in queste circostanze, ma si dice del tutto pronta ad affrontarle.
«Noi siamo pronti – conferma Lombardo – e possiamo contare come sempre anche sulla nostra rete di elicotteri per i collegamenti fra le piste della Valtellina e gli ospedali olimpici Morelli e Niguarda. Siamo una rete lombarda di operatori, aperta, però, in base alle regole del Comitato olimpico internazionale, anche a figure professionali che possono arrivare anche da altre regioni».
Una rete costituita non solo dalle più di 2mila persone che operano direttamente per l’Agenzia dell’emergenza e urgenza, sui mezzi di soccorso avanzati, sugli elicotteri, nelle basi e nelle centrali operative, ma anche dalle migliaia di professionisti delle Asst e degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico lombardi e dai 25mila volontari appartenenti alle principali organizzazioni di volontariato.
Come abbiamo già riferito nei giorni scorsi su queste stesse colonne, impegnati a supporto del soccorso sanitario nelle venue di gara ci sono le «truppe» della Croce Rossa regionale, di Sondrio e di Morbegno, unitamente alle infermiere crocerossine per un migliaio di volontari coinvolti in turni, e ci sono gli operatori di Valtellina Soccorso, affiliata Anpas, schierati in particolare a bordo pista e nei pressi del Policlinico olimpico di Bormio, ma non solo.
Ed ad applaudire a questa rete e alla sua efficienza, unitamente a tutto il lavoro fatto dal medical care manager olimpico Alberto Zoli, c’è anche Giuseppe Massazza, chief medical officer della Fondazione Milano-Cortina, già attivo nel ruolo per le Olimpiadi di Torino 2006.
«È stato fatto un grande lavoro dal punto di vista della sicurezza sanitaria olimpica – ha detto –, che solo servizi di eccellenza possono assicurare. Chapeau per tempi e modalità».
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