Olio in Valtellina: dal 16 ottobre riapre il frantoio

Conferimento solo su prenotazione. La quota minima per aver una spremitura personalizzata è 150 chili

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Sondrio

Il frantoio provinciale della Fondazione Fojanini riapre. Venerdì 16 ottobre prenderà ufficialmente il via la campagna olearia 2026 e la struttura tornerà ad accogliere le olive coltivate in provincia di Sondrio. Dopo il debutto della scorsa stagione, il frantoio si prepara così a diventare un punto di riferimento sempre più importante per un settore che continua a crescere, sia numeri sia nella qualità delle produzioni. In vista della riapertura, la Fondazione Fojanini ha definito le regole per il conferimento e la lavorazione delle olive. Il frantoio sarà attivo il venerdì, il sabato, la domenica, il lunedì e il martedì, salvo eventuali variazioni legate alle necessità della campagna.

La data di chiusura sarà stabilita in base alle richieste e all’andamento dei raccolti. Le olive potranno essere consegnate soltanto su prenotazione. Sarà possibile riservare il turno a partire dal primo ottobre indicando la quantità che si prevede di portare. Particolare attenzione viene riservata alla qualità delle olive, che dovranno arrivare al frantoio entro due giorni dalla raccolta, sane, ben conservate e pulite da rametti e materiali estranei. Il trasporto dovrà avvenire esclusivamente nelle apposite cassette finestrate: non saranno accettati sacchi o altri tipi di contenitore. Al momento della consegna il responsabile verificherà le condizioni delle olive e la loro pulizia, mentre la pesatura sarà effettuata dal personale alla presenza del produttore. Per chi desidera ottenere l’olio ricavato esclusivamente dalle proprie olive è previsto un conferimento minimo di 150 chilogrammi. Anche i piccoli produttori, però, potranno usufruire del servizio. Come già avvenuto lo scorso anno, saranno organizzati momenti dedicati nei quali le quantità di più proprietari verranno riunite per raggiungere il peso necessario alla lavorazione.

La tariffa per la campagna 2026 è stata fissata in 32 euro ogni 100 chilogrammi di olive lavorate. La riapertura del frantoio assume un significato particolare in un territorio dove l’olivicoltura, iniziata quasi come una scommessa oltre trent’anni fa, è ormai una realtà consolidata. Secondo le stime della Fondazione Fojanini, la produzione provinciale si aggira intorno ai mille quintali all’anno ed è destinata ad aumentare man mano che gli impianti più giovani entrano nella piena fase produttiva. Il frantoio, realizzato grazie alla caparbietà del presidente della Fondazione Ferdinando Baruffi e al finanziamento della Provincia, consente di completare direttamente in Valle l’intero percorso, dalla coltivazione alla produzione dell’olio. Poter molire le olive rapidamente e vicino ai luoghi di raccolta è infatti fondamentale per conservarne al meglio profumi, caratteristiche e qualità.

«Uno strumento strategico», lo aveva definito lo stesso Baruffi, sottolineandone il valore non soltanto per il miglioramento dell’olio valtellinese, ma anche per il recupero dei terrazzamenti e il contrasto all’abbandono delle aree coltivate. La diffusione dell’olivo è stata favorita anche dai cambiamenti climatici, che hanno reso più mite l’ambiente alpino e creato condizioni adatte a una coltura un tempo considerata marginale in provincia di Sondrio. Una trasformazione che offre nuove opportunità agli agricoltori e, nello stesso tempo, contribuisce alla cura del paesaggio e alla tutela dei versanti. Quella valtellinese resta una produzione di nicchia, inevitabilmente limitata dalla conformazione del territorio. Proprio questa dimensione, però, ne rafforza il legame con la qualità, l’identità locale e la salvaguardia dei terrazzamenti. La nuova campagna del frantoio sarà quindi un altro passaggio importante nel percorso di crescita di un prodotto che si sta ritagliando un posto tra le eccellenze della Valle. Monica Bortolotti

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