Ospedale di Sondrio, inaugurata la nuova risonanza magnetica

Con tecnologia avanzata e intelligenza artificiale, migliora la diagnosi e riduce i costi, garantendo sicurezza e comfort per i pazienti.

Sondrio

Inaugurazione ufficiale questa mattina per la risonanza magnetica di ultima generazione installata in Radiologia a Sondrio alcuni mesi fa.

Al taglio del nastro Ida Ramponi, direttore generale di Asst Valtellina e Alto Lario, affiancata da Domenico Versace, direttore amministrativo, da Claudio Barbonetti, direttore sanitario, e da Roberta Trapletti, direttore socio sanitario. Taglio del nastro che è stato preceduto dalla benedizione impartita da don Alessandro Di Pascale, cappellano dell’ospedale di Sondrio.

«Con questa nuova apparecchiatura, analoga a quella installata di recente all’ospedale Morelli – dice il direttore Ramponi –, miglioriamo ulteriormente la dotazione dei nostri reparti di Radiologia, che possono contare su risonanze magnetiche tecnologicamente avanzate. L’innovazione non riguarda soltanto la qualità dell’immagine e l’accuratezza diagnostica, ma anche l’intera esperienza del paziente, un aspetto al quale prestiamo particolare attenzione. Le nuove apparecchiature, unite alla professionalità dei nostri medici e dei nostri tecnici qualificano l’offerta sanitaria provinciale».

A presentare l’apparecchiatura ed i suoi benefici per i pazienti è stato Franco Clarizia, direttore della Radiologia della locale Asst.

Ha spiegato che «l’ampio tunnel, di circa 70 centimetri – ha detto –, e la preparazione guidata e più rapida garantiscono un maggiore comfort al paziente migliorando in modo significativo la tollerabilità dell’esame, in particolare per i pazienti claustrofobici e pediatrici».

Ed è nota l’ansia che suscita questo esame, per il resto per nulla invasivo, sui pazienti che vi si debbono sottoporre e che non sempre riescono ad affrontarlo all’idea di essere inseriti nel tunnel e dovervi rimanere per alcuni minuti, il tempo necessario all’effettuazione dell’esame.

Allo stesso tempo «l’integrazione delle tecnologie di accelerazione – dice Clarizia – permette, a parità di tempi di esame, una maggiore penetranza diagnostica».

In pratica, diagnosi ancora più accurate in un ambiente più confortevole per il paziente.

Inoltre, «grazie a tecnologie digitali avanzate e ad algoritmi di ricostruzione che utilizzano l’intelligenza artificiale – dice sempre Clarizia –, la nuova risonanza offre immagini ad alta definizione con un miglioramento della nitidezza anche in pazienti complessi. Inoltre, lo strumento funziona senza utilizzo di elio liquido riducendo così i costi di gestione e l’impatto sull’ambiente, garantendo un eccellente equilibrio tra qualità delle immagini, versatilità clinica e sicurezza per il paziente».

Un’altra caratteristica è poi data dell’ampia applicabilità clinica, perché la macchina permette indagini avanzate in numerosi ambiti diagnostici come la neurologia, l’ortopedia, l’oncologia, l’imaging addominale e muscolo-scheletrico.

«La nuova risonanza magnetica completa il parco macchine della diagnostica per immagini dell’intera azienda – dice Claudio Barbonetti, direttore sanitario –, ponendola allo stesso livello dei grandi ospedali lombardi ed evitando alla nostra utenza disagevoli viaggi fuori provincia».

Parliamo di un’apparecchiatura che permette di effettuare più di 6mila esami l’anno e per la quale nella primavera scorsa erano stati necessari lavori in Radiologia che avevano obbligato a spostare la risonanza attiva in precedenza in un container all’esterno del padiglione Est.

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