Pareva uno stagno: adesso è ritornato un bellissimo lago

Benedizione e inaugurazione a Triangia. Grande il lavoro dei volontari per ripulirlo a fondo «Una gioia veder rivivere questo angolo magnifico»

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Sondrio

Una splendida giornata di sole ha fatto da contorno ad un evento speciale per Triangia e per Sondrio.

La benedizione e l’inaugurazione dell’unico specchio d’acqua della città, il laghetto di Triangia, situato a 900 metri di quota e di proprietà della parrocchia, ripulito da cima a fondo per iniziativa dei Valtellina sub, storica associazione del capoluogo, con il supporto del gruppo comunale di Protezione civile e antincendio boschivo della città, mentre gli operatori di Sos2012 survival school, che gestiscono l’area del bacino, hanno provveduto alla pulizia del sentiero e del bosco sovrastante.

In una parola, l’area ora risplende di una nuova luce che sabato in tanti hanno potuto apprezzare, attratti sulle pendici del monte Rolla da questo evento così particolare.

A prendere la parola, in primis, è stato don Maurizio Divitini, parroco di Triangia, al quale si sono rivolti lo scorso marzo i Valtellina sub per chiedere l’autorizzazione a lavorare alla pulizia del laghetto, ridotto praticamente a uno stagno. Hanno poi fatto i necessari passaggi anche in Comune e, quindi, il via alle operazioni che hanno visto particolarmente impegnati i volontari della Protezione civile guidati da Stefano Magagnato. Che, sabato, erano presenti sulle rive del lago con due loro mezzi anche per mostrarne il funzionamento ai bambini presenti e incuriositi da tutto questo movimento.

Presenti anche i referenti dell’Unione pesca sportiva provinciali che hanno predisposto lezioni di pesca gratuite per i bambini al pomeriggio, il sindaco di Sondrio, Marco Scaramellini, con la moglie Silvia, l’assessore ai Lavori pubblici del Comune capoluogo, Simone Del Marco, il consigliere Andrea Massera, il vicecomandante della Polizia locale della città, Luca Ciocchini, l’ingegnere di Ponte in Valtellina, Lorenzo Ferrandini, che ha proposto ai Valtellina sub l’utilizzo di una speciale pompa capace di neutralizzare in modo sostenibile le alghe presenti nel bacino, e, fra i tanti affezionati al luogo, Silvio D’Aschieri, di Triangia, che ha aiutato i volontari a ritrovare il casello dal quale si alimenta il bacino e le tubature già esistenti.

«Avevamo fatto una promessa - dice Maria Cristina Pedrazzoli, consigliere dei Valtellina sub - e l’abbiamo mantenuta. Tutto è partito dall’esercitazione del settembre dello scorso anno, fatta qui, in uno stagno più che un lago. Una cosa che non si poteva vedere. Allora ci siamo rimboccati le maniche. Abbiamo chiesto al parroco, poi le autorizzazioni in Comune, e avanti, con gran lavoro della Protezione civile».

Fra pulizia del casello e riattivazione del ricircolo dell’acqua «ci abbiamo messo 500 ore di lavoro - sottolinea Stefano Magagnato, presidente del gruppo di Protezione civile comunale -, però la soddisfazione di vedere risplendere il lago è enorme e ripaga di ogni sforzo».

Raggiante don Maurizio Divitini, parroco del posto.

«È una vera gioia veder rivivere questo angolo magnifico della nostra comunità che, naturalmente, è a disposizione di tutti – dice il parroco -. Il primo sentimento è quello del ringraziamento verso i Valtellina sub che hanno veramente preso a cuore questa iniziativa non facilmente risolvibile da chi non ha esperienza sulla gestione e la vita di un lago. Con caparbietà si sono attivati e c’è stata una vera mobilitazione per il nostro lago alpino. Chi viene ora può godere di un luogo così bello, accogliente, fresco e riposante».

Attiguo anche un ristoro, dotato di tutto punto. Mentre nel laghetto ora nuotano tartarughe, pesci rossi, carpe e «persino il tritone è tornato – dice Marco Rabbiosi, presidente di Sos2012 Lombardia, concessionario del lago – e non si vedeva da almeno cinquant’anni».

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