Cronaca / Sondrio e cintura
Lunedì 19 Ottobre 2026
Poste, in Valtellina due generazioni di direttori a confronto: 32 e 66 anni, la stessa passione
Ivan Colucci dirige l’ufficio di Cosio Valtellino, Giovanni De Colellis quello di Talamona. Arrivati entrambi dal Sud Italia, raccontano percorsi diversi ma uniti dal rapporto con i cittadini e dallo scambio di competenze tra giovani e colleghi esperti.
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Il più giovane direttore di ufficio postale della provincia di Sondrio ha 32 anni, il meno giovane ne ha 66. Quasi il doppio degli anni, ma non si sentono affatto rispetto all’approccio al lavoro, al senso di appartenenza, alla convinzione di essere impegnati in un servizio utile alla popolazione e da doversi svolgere nel migliore dei modi.
Entrambi i direttori, fra l’altro, vengono da fuori provincia, dal sud Italia, ma qui si trovano molto bene, si sono stabiliti e vi rimarranno.
«Due generazioni a confronto, più di trent’anni di differenza anagrafica e un filo conduttore comune: il rapporto quotidiano con i cittadini» dicono da Poste Italiane.
Il direttore più giovane è Ivan Colucci, ha 32 anni, viene da Quadrelle, un piccolo paese della provincia di Avellino, e guida l’ufficio postale di Cosio Valtellino da inizio 2024 dopo essere entrato in azienda nel settembre 2020.
«Eravamo in pieno Covid – ricorda – quando mi sono laureato in Economics and management, corso di laurea in inglese all’Università di Siena, col massimo dei voti. E, una settimana prima del lockdown ho avuto la mia prima occasione in Poste dove sono stato assunto come consulente finanziario di sala all’ufficio di Morbegno e questa assunzione mi ha dato una certa serenità in un periodo difficile davvero per tutti. Mi ha dato la possibilità di guardare al futuro con fiducia e, in effetti, in Poste la crescita c’è stata ed è stata costante. Ho fatto il mio apprendistato, sono stato consulente finanziario mobile in vari uffici della Bassa Valle e della Valchiavenna fino alla nomina a direttore a Cosio Valtellino dove mi trovo benissimo. Siamo quattro in tutto, di cui tre allo sportello, colleghe che conoscevo già all’epoca in cui facevo il consulente mobile».
Ivan Colucci non ha dubbi. Resterà in provincia di Sondrio. Una realtà di cui nulla sapeva, che non conosceva, ma in cui si è inserito benissimo. La sua compagna è di Traona e non intende spostarsi altrove.
Sulla scia di Giovanni De Colellis, 66 anni, direttore dell’ufficio postale di Talamona da cinque anni e in Poste nel maggio del 1987. È arrivato in Valtellina a ridosso dell’alluvione, da Troia, in provincia di Foggia, ed è passato di botto da 439 metri sul livello del mare ai 1816 di Livigno.
«Lì sono rimasto per 11 anni – dice – e mi sono integrato benissimo. Un’esperienza in ufficio molto interessante, perché notevole è il rapporto con gli stranieri ed i servizi relativi, di cambiavalute, vaglia postali, e altro ancora. Lì mi sono sposato, con una donna della mia terra e lì abbiamo messo su famiglia. Ho tre figli, due femmine e un maschio, poi, però, anche per dar loro più opportunità formative, ho chiesto il trasferimento in Bassa Valtellina e sono andato a Traona, in distacco anche su altri uffici. Poi sono andato a Sondrio centro, quindi a Chiuro, a Tirano, a Cosio Valtellino per pochi mesi e ora sono a Talamona. Andrò in pensione nel giugno del prossimo anno, felice della mia esperienza in Poste. Certo, occorre adattarsi, perché il cambiamento è continuo. Per me non è stato facile passare da una gestione manuale a una completamente digitale, ma mi sono fatto aiutare dai colleghi più giovani. Li ho osservati ed ho imparato da loro».
Di contro, Ivan Colucci, ha guardato e guarda ai colleghi con più esperienza e cresce anche grazie a loro.
«Mi hanno insegnato l’importanza della relazione con il cliente, fondamentale in Poste – dice -, perché l’empatia, l’attenzione, l’interesse verso la persone che entra in ufficio fanno la differenza. Sono molto contento di questa scelta e suggerisco ai giovani di mettersi in gioco in Poste, perché l’azienda dà molte opportunità».
Un’azienda in cui convivono quattro generazioni e in cui i lavoratori over 45 sono il 56% del totale. «Una pluralità che anche in provincia di Sondrio – dicono da Poste Italiane – si traduce nello scambio quotidiano di competenze, esperienze e punti di vista diversi, dando vita ad un modello capace di guardare al futuro partendo dal valore delle persone».
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