Pro Valtellina, tre progetti per rafforzare le comunità

Fondazione Pro Valtellina sostiene il rilancio di due oratori a Sondrio e Mazzo in Valtellina e la riqualificazione di uno spazio pubblico a Nuova Olonio. Obiettivo: favorire l’incontro tra generazioni, sostenere i giovani e contrastare le fragilità sociali.

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Sondrio

Tre progetti, un unico obiettivo: rafforzare i legami tra le persone, creare occasioni di incontro e offrire soprattutto ai giovani luoghi in cui crescere e stare insieme. Sono le iniziative selezionate dal Consiglio di amministrazione di Fondazione Pro Valtellina nell’ambito del bando 2026 «Comunità della provincia di Sondrio». Su cinque proposte pervenute, ne sono state finanziate tre, accomunate dalla volontà di generare un impatto sociale concreto, favorendo l’incontro tra generazioni e contrastando le nuove fragilità.

«Il filo conduttore è un intervento capace di aggregare le nostre comunità, mettendo in relazione giovani, anziani e famiglie», ha spiegato Giuseppina Osmetti, componente del direttivo di Pro Valtellina. Le realtà coinvolte sono la parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio di Sondrio, la parrocchia di Santo Stefano di Mazzo in Valtellina e il Comune di Dubino.

A Sondrio il contributo sarà destinato alla ristrutturazione dell’oratorio del Sacro Cuore, con la realizzazione di un nuovo locale bar e accoglienza e la riorganizzazione del salone di circa 800 metri quadrati, dove sarà ricavata una sala giochi. L’obiettivo è rendere gli ambienti più funzionali e accoglienti.

Una struttura già molto frequentata: l’associazione che ne gestisce le attività conta 507 iscritti tra bambini, adulti, educatori e volontari. Sono circa 200 i ragazzi coinvolti nel catechismo e una trentina quelli che frequentano il doposcuola. «Non vogliamo resuscitare un morto, ma investire in una realtà che già funziona», ha sottolineato l’arciprete don Christian Bricola, ricordando il contributo dell’educatore presente stabilmente da cinque anni, che ha migliorato il clima e la convivenza. «Vogliamo un oratorio più bello, perché la bellezza educa, più accogliente e con una presenza adulta capace di accompagnare i ragazzi».

Il secondo progetto riguarda l’oratorio di Mazzo in Valtellina, punto di riferimento della Comunità pastorale dei sei campanili, che riunisce le parrocchie di Mazzo, Lovero, Vervio, Sernio, Tovo Sant’Agata e Rovorbello, per un territorio di 2.475 abitanti. Il finanziamento permetterà di riqualificare gli spazi esterni, sistemando il campo da calcio e le aree sportive, realizzando una zona verde attrezzata per i bambini e uno spazio per una tensostruttura destinata alle iniziative estive. Previsti anche interventi per migliorare il drenaggio delle acque e l’accessibilità.

Il sacerdote ha evidenziato «il sostegno delle amministrazioni comunali, che riconoscono nell’oratorio un importante centro di aggregazione». Una vicinanza confermata dal sindaco Franco Matteo Saligari, che ha ricordato come la chiusura della struttura per alcuni anni avesse alimentato un senso di disgregazione tra famiglie e giovani. «Sosteniamo volentieri il rilancio dell’oratorio, una realtà della quale beneficia tutto il territorio».

Il terzo progetto è quello del Comune di Dubino, che completerà la riqualificazione dell’area pubblica di Nuova Olonio, dove sono già presenti il campo sportivo, le scuole, la mensa e l’asilo nido. L’intervento prevede una piazza coperta attrezzata con tavoli, panche e arredi, destinata a diventare un luogo di incontro per cittadini, associazioni e studenti. L’area, un’ex zona industriale acquisita dal Comune nel 2018, era stata individuata proprio per realizzare un polo dedicato ai giovani e alla comunità.

«Mancava un elemento capace di dare identità a questo spazio e di farlo riconoscere come il centro del paese», ha spiegato il sindaco Emanuele Nonini. La piazza potrà ospitare feste, manifestazioni e iniziative culturali e sportive.

In chiusura, il presidente di Pro Valtellina Marco Dell’Acqua ha richiamato il ruolo delle fondazioni nel sostenere il welfare di prossimità, soffermandosi anche sulla prevista maggiore tassazione delle fondazioni di origine bancaria: «Un aumento del prelievo fiscale si tradurrebbe in una riduzione delle risorse destinate agli interventi filantropici e, quindi, in meno progetti realizzati sui territori».

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