Raccolti 62mila euro in favore di Sebi

Si è chiusa venerdì la raccolta fondi per il Soccorso alpino valtellinese in memoria di Sebastiano Erba, travolto da una valanga sul Meriggio il 1° febbraio scorso. Raccolti più di 62mila euro.

Sondrio

Ci sono anche i coscritti di «Alfio, classe 1979, di Sondalo, Livigno e Alta Valle», fra i 746 donatori della raccolta fondi in favore del Soccorso alpino valtellinese e in memoria di Sebastiano Erba, travolto da una valanga mentre si accingeva a soccorrere i fratelli Alfio e Igor Muscetti sepolti sotto la neve sotto i suoi occhi, sul Meriggio, il 1° febbraio scorso.

I coscritti hanno raccolto 1000 euro e li hanno girati sulla piattaforma Gofundme sulla quale la moglie di Sebi, Elena Paindelli, e i fratelli del 35enne tragicamente scomparso, Maddalena, Gabriele e Pietro, hanno lanciato una campagna di raccolta fondi il 9 febbraio scorso che mai avrebbero pensato potesse fruttare così tanto.

Invece la generosità è stata enorme e venerdì, quando Elena Paindelli ha deciso di chiudere la campagna, sulla piattaforma erano depositati 62.106 euro. E tenuto conto che la piattaforma applica una tariffa di transazione pari al 2,9%, più 0,25 euro a donazione, tratterrà 1987,57 euro, mentre l’importo netto a disposizione dei famigliari e che verrà girato alla VII delegazione Valtellina e Valchiavenna del Corpo nazionale del Soccorso alpino è di 60.118,43 euro.

«Transiterà su uno dei nostri conti correnti – dice Elena Paindelli – per poi essere girato, senza alcun costo aggiuntivo, alla VII delegazione del Soccorso alpino come promesso. Stiamo solo valutando con il delegato provinciale, Valerio Rebai, e il suo team, le diverse possibilità di utilizzo di questo denaro».

Commossa, Elena Paindelli, mamma di due bimbe, Dorotea, di tre anni, e Anita, di sette mesi, ha assunto la decisione di chiudere la campagna di raccolta fondi nella giornata dedicata ai papà, il 19 marzo scorso, anche se lo stop è stato dato formalmente venerdì.

«Insieme ai fratelli di Sebastiano vorrei veramente dire grazie a tutti i donatori – dice Elena –. Siamo commossi dall’affetto che queste donazioni ci dimostrano e dal fatto che la bontà è contagiosa. Voi avete dimostrato che il gesto di Sebastiano, per quanto triste, può aver generato qualcosa di buono. Quindi, veramente, grazie a tutti».

Ci tiene Elena a raggiungere i donatori anche attraverso i media, perché, dice, «ho notato che sono arrivati contributi dalle persone più disparate, di età diverse, anche persone che non credo frequentino più di tanto i social, ma, magari, il giornale e la televisione li guardano di più e vorrei che il nostro messaggio arrivasse davvero a tutti. Questi soldi aiuteranno il soccorso alpino a condurre azioni in modo sempre più efficiente ed efficace e vi aggiorneremo, quindi, sugli sviluppi di questa iniziativa».

Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione fra i promotori della raccolta fondi e i delegati del Soccorso alpino provinciale, e si sta cercando di individuare la modalità di impiego migliore possibile per questa cifra così importante sotto ogni punto di vista.

«A nome di tutta la nostra associazione ringrazio i famigliari e i donatori per la vicinanza al nostro sodalizio con un gesto di solidarietà che rafforza l’atto di altruismo di Sebastiano – dice Valerio Rebai, delegato di Valtellina e Valchiavenna –. Al fine di fare in modo che la donazione possa portare benefici sia sotto l’aspetto dell’efficienza del servizio di soccorso in montagna sia sotto l’aspetto di un approccio della comunità alla montagna, quale ambiente che chiede conoscenza e rispetto, è già in atto una tavola rotonda per valutare idee condivise ed individuare le modalità di attuazione dei progetti con l’obiettivo che quanto definito possa perdurare nel tempo e portare un significativo messaggio».

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