Ricerca di uranio in Val Vedello, la Comunità montana: «Prudenza, ma senza pregiudizi»

La Cm di Sondrio lavora con il Comune di Piateda alle osservazioni sulla Via, con il supporto tecnico del Politecnico di Torino.. Anche Provincia e Parco delle Orobie chiedono approfondimenti sul progetto.

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Piateda

«Siamo partner di questa cordata. Con prudenza, ma senza pregiudizi». Lo afferma Tiziano Maffezzini, presidente della Comunità montana di Sondrio, in relazione al lavoro di analisi portato avanti sulla Valutazione di impatto ambientale (Via), presentata dalla società Futuro energetico italiano per la domanda di ricerca di uranio e minerali associati in Val Vedello, a Piateda. La Cm è stata, infatti, coinvolta dal Comune di Piateda insieme alla Provincia e al Parco delle Orobie valtellinesi nella redazione delle osservazioni alla Via, con termine di presentazione lunedì 2 novembre.

«Stiamo chiudendo gli ultimi dettagli per presentare al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica le nostre osservazioni che, in parte, sono confluite anche in quelle formulate dal Comune di Piateda – annuncia Maffezzini -. Ovviamente parliamo di osservazioni che pertengono alla nostra competenza di ente. Quanto alla collaborazione con il Comune di Piateda, abbiamo condiviso spesa e contenuti della consulenza affidata al Politecnico di Torino, dipartimento di Ingegneria dell’ambiente, del territorio e delle infrastrutture».

Il presidente entra nel dettaglio del suo ragionamento: «Come Comunità montana ci mettiamo a fianco del Comune di Piateda per verificare meglio le proposte che la società sta avanzando. Teniamo alla tutela del territorio e operiamo con attenzione, per cui saremo vigili su questa questione ma senza pregiudizi, ascoltando e valutando ciò che ci verrà proposto. Peraltro abbiamo scelto consulenti di qualità dal punto di vista tecnico e delle competenze e questo ci aiuterà, in seguito, a scegliere meglio nel momento in cui si tratterà di assumere decisioni anche più avanzate rispetto a quelle di questa fase. In questo momento col Comune di Piateda presenteremo le nostre osservazioni e le nostre valutazioni volte ad avere tutele e garanzie rispetto al tema dell’ambiente, della salute sia delle persone sia dei luoghi, e poi vedremo come sarà il percorso successivo».

Nei giorni scorsi si sono espressi sul tema anche la Provincia di Sondrio e il Parco delle Orobie valtellinesi. Il presidente della Provincia, Davide Menegola, ritiene necessario un approfondimento «con prudenza, ma anche con attenzione», affinché «le opportunità non sfuggano al territorio, ma non diventino neppure un elemento di criticità». Per quanto riguarda il Parco, ente gestore dei siti della rete Natura 2000 in cui ricade l’intervento in Val Vedello, il presidente Marco Ioli e il direttore Massimo Merati hanno chiesto integrazioni al progetto presentato a fronte di «carenze» che riguardano «sia la caratterizzazione delle componenti naturalistiche sia la definizione di alcuni aspetti progettuali e operativi rilevanti ai fini della quantificazione delle pressioni ambientali». Incertezze che, allo stato attuale, non consentono di escludere, con il necessario grado di certezza scientifica, eventuali conseguenze negative sui siti Natura 2000.

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