Cronaca / Sondrio e cintura
Mercoledì 25 Febbraio 2026
Riforma sulla disabilità: da marzo il via a Sondrio
Da marzo entra in vigore la riforma sulla disabilità voluta dal ministro Locatelli, che mette al centro i diritti e i bisogni delle persone. Principi buoni ma si teme che siano poco applicabili.
Sondrio
Nel merito, la riforma sulla disabilità che partirà dal 1° marzo in provincia di Sondrio è giudicata positivamente, mentre a destare perplessità è la sua pratica applicazione.
Dal 1° marzo, infatti, cambia tutto. Alle nove province italiane in cui è partita la sperimentazione della riforma il 1° gennaio 2025, fra cui quella di Brescia, se ne aggiungono altre 40 e fra queste ci sono Sondrio, Bergamo, Como, Milano, Mantova e Pavia.
In queste realtà la domanda di invalidità sarà in capo unicamente al medico di base, mentre in precedenza i patronati ne seguivano l’iter amministrativo e vengono meno le commissioni esaminatrici di Asst Valtellina e Alto Lario che avevano sede in tutti e cinque i capoluoghi di mandamento, a Bormio, Tirano, Sondrio, Morbegno e Chiavenna.
La commissione preposta alle visite, formata da due medici Inps, un medico designato da Anmic, lo psicologo e l’assistente sociale, si riunisce in sede Inps, a Sondrio, e per i non deambulanti, impossibilitati a raggiungere la sede di visita, dovrebbero fare fede gli atti raccolti.
«Impossibile non essere d’accordo nel merito con la nuova impostazione che è del tutto condivisibile, perché mette la persona al centro col suo “progetto di vita”» dice Gerardo Moretti, presidente di Anmic Sondrio, forte di 1958 associati. «Ciò per cui ci siamo sempre battuti, perché non si considerassero in sede di accertamento dell’invalidità solo l’aspetto medico legale, ma anche le reali condizioni di vita della persona e il suo contesto sociale. Il problema è la pratica applicazione del tutto in una realtà in cui i medici scarseggiano, i costi dei certificati medici rischiano di aumentare e i tempi delle visite di allungarsi esattamente come accaduto a Brescia, dove si parla anche di attese di sei mesi. Per questo non possiamo non essere preoccupati e, per cercare di venire incontro quanto più possibile ai nostri associati, allestiremo in sede uno sportello con un medico certificatore a disposizione dei disabili e delle loro famiglie per la predisposizione della domanda a prezzi calmierati».
Nel mentre Inps Sondrio è alla ricerca di medici che possano sedere nella commissione esaminatrice dato che sono solo due, al momento, quelli disponibili, mentre l’Ordine dei medici della nostra provincia, ieri sera, in Camera di commercio, ha riunito gli iscritti per una serata informativa ed esplicativa sulle nuove norme di certificazione unica dell’invalidità.
«Bene la norma, molto bene, ma grande incognita sulla sua pratica applicazione» rincara Marco Marieni, presidente di Anffas Sondrio, l’associazione delle famiglie dei disabili intellettivi che conta 170 associati. «Siamo preoccupati per il carico burocratico che comporta, in capo ai medici e all’Inps e temiamo ritardi negli accertamenti, mentre i nostri disabili non possono attendere e l’ho evidenziato anche recentemente alla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli».
Ministra che su questa riforma punta molto, in risposta proprio ad una necessità di semplificazione dell’iter e di accorciamento delle attese che giunge dai disabili e dalle loro famiglie.
Anche in casa Uici, infine, Unione italiana ciechi, 160 iscritti in provincia, ed Ens, Ente nazionale sordi, 80 associati, c’è attesa e una certa preoccupazione.
«La riforma in sé è ok, ma i nostri associati devono essere accompagnati alle visite» dice Stefania Carnazzola, presidente Uici Sondrio. «Figuriamoci se costretti a far perno tutti su Sondrio... Speriamo si riesca anche a decentrare».
Per Ens, invece, la riforma «con le semplificazioni apportate potrebbe anche favorire il fenomeno dei falsi invalidi...» dicono.
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