In 350 all’Alpe Caronella per Christopher: ora il rifugio porta il suo nome

Grande partecipazione alla cerimonia in memoria di Christopher Rainoldi, il 33enne di Castello dell’Acqua morto travolto da una valanga in Canada lo scorso marzo. Sull’Alpe Caronella, luogo del cuore del giovane, è stata scoperta la targa commemorativa

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Castello Dell’Acqua

Raggiungere l’Alpe Caronella, a 1860 metri di quota, sopra Castello dell’Acqua, luogo stupendo incastonato nelle Orobie, non è cosa immediata, ma sabato scorso quasi 350 persone sono salite per rendere omaggio a un loro conterraneo, Christopher Rainoldi, morto travolto da una valanga sul Monte Bigger, in Canada, il 22 marzo scorso, a soli 33 anni.

Un colpo durissimo per i suoi congiunti, mamma Danila, papà Mario, il fratello Luca, per i suoi colleghi di lavoro all’autotrasporti Rainoldi, l’azienda di famiglia, per i tanti amici dell’Asd Castelraider e del Soccorso alpino di cui era entrato a far parte predisponendosi a diventare unità cinofila col cane Nina, eppure, la comunità di Castello dell’Acqua, tutta, ha saputo reagire ed ha trovato un modo per rendere onore e memoria al proprio concittadino in modo esemplare.

Intitolargli il bivacco-rifugio all’alpe Caronella, suo luogo del cuore, è sembrata la cosa migliore ed ha entusiasmato tutti, di cui l’avvio di una raccolta fondi su Gofundme che ha già fruttato 55.500 euro in 452 donazioni di entità diversa cui si aggiungerà il ricavato del pranzo a base di polenta e salsicce, crostata, vino e caffè proposto sabato in quota e al quale hanno partecipato in 330. Entrate che verranno poi interamente girate sul conto corrente aperto allo scopo dal Consorzio Alpe Caronella, gerente il rifugio, e su cui ha la firma il papà di Christopher, Mario Rainoldi. Quanto raccolto servirà per ritinteggiare il tetto del rifugio ed apportarvi una serie di migliorie in modo da renderlo il più accogliente possibile.

Sabato, in quota, sono saliti i sacerdoti che hanno celebrato la Messa e benedetto la targa commemorativa, don Stefano Rampoldi, don Francesco Quadrio e don Michele Pitino, i quattro amici che erano con Christopher sul Monte Bigger e che sono scampati al distacco, parecchi appartenenti al soccorso alpino della stazione di Sondrio, e c’era anche il sindaco di Teglio, Ivan Filippini, che è intervenuto ed ha assicurato vicinanza al progetto da parte della sua amministrazione. I territori di Castello e Teglio sono contigui, del resto, ma soprattutto è la vicinanza di Teglio alla famiglia Rainoldi a fare la differenza dato che l’azienda ha sede a San Giacomo di Teglio e lo stesso Christopher era conosciuto dai tanti bimbi che portava a scuola tutte le mattine col bus.

A raccontare il progetto e i primi interventi pensati per il rifugio è stato Paolo Pedroli, amico di Christopher, presidente dell’Asd Castelraider e anche consigliere comunale a Castello, ma il momento certamente più toccante è stato sentire mamma Danila ricordare il suo amato figlio. «Con immensa forza e tenerezza ha voluto parlare di Christopher e di quanto fosse speciale» dicono gli amici di Castelraider.

Poi la scopertura della targa, toccata a papà Mario e al fratello Luca Rainoldi, fra gli applausi e la commozione generale. Targa realizzata da Francesco Lapsus, mentre a donare il diario del rifugio con la copertina in legno da lei realizzata è stata Monica Zen. Infine, non poteva mancare il canto che meglio onora chi appartiene alla montagna per sempre, il “Signore delle cime” di Bepi De Marzi, suonato al violino da Lorenzo Pedroli, mentre in chiusura, il poeta dialettale Guido Rossatti, ha voluto raccontare in odi quanto Christopher fosse disponibile e unico.

Insomma, un contributo corale alla memoria di un ragazzo dal sorriso contagioso e che amava far festa, per cui, subito dopo, tutte le emozioni si sono stemperate nella polenta e salsicce preparata dall’Asd Castelraider e dal gruppo Alpini.

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