Cronaca / Sondrio e cintura
Mercoledì 03 Giugno 2026
Schiamazzi e atti vandalici alla scuola primaria di Berbenno
Un gruppo di adolescenti si è introdotto nell’area esterna della scuola primaria di Berbenno di Valtellina causando rumori molesti e alcuni episodi potenzialmente pericolosi. L’accaduto riaccende il dibattito sulla sicurezza degli spazi pubblici e sul ruolo educativo della comunità
Lettura 1 min.Berbenno
Lunedì sera l’area della scuola primaria a Berbenno di Valtellina è stata teatro di un episodio che riaccende l’attenzione su sicurezza, rispetto degli spazi pubblici e ruolo educativo della comunità.
Intorno alle 22, un gruppo di adolescenti si è introdotto nelle pertinenze dell’edificio scolastico, raggiungendo le scale esterne. Da lì sono iniziati schiamazzi, urla, fischi e comportamenti molesti che hanno disturbato i residenti della zona. La situazione è rapidamente degenerata, tanto da rendere necessario l’intervento delle Forze dell’Ordine, prontamente allertate e intervenute sul posto.
A preoccupare non è stato soltanto il disturbo alla quiete pubblica. Durante l’episodio, infatti, è stata lanciata una bottiglia di vetro dalle scale, andata in frantumi nel parcheggio sottostante, con conseguente dispersione di schegge potenzialmente pericolose. Non solo: un cassonetto per la raccolta della carta è stato spostato e fatto scivolare lungo il piano inclinato dell’area, generando ulteriore rumore e creando una situazione di rischio.
A raccontare l’accaduto è Gianfranco Bordoni, che ha deciso di segnalare pubblicamente l’episodio con un lungo intervento sui social. Un messaggio che evita toni polemici ma richiama con forza il senso di responsabilità collettiva: «Non si tratta di semplici bravate», sottolinea, evidenziando come una scuola,soprattutto primaria, rappresenti un luogo simbolico della comunità, da proteggere e rispettare.
Il punto centrale, più che individuare colpevoli, è la necessità di prevenire. Bordoni richiama l’attenzione di amministrazione comunale, scuola, forze dell’ordine e famiglie su una serie di possibili misure concrete: maggiore controllo degli accessi serali alle aree scolastiche, verifiche sulla sicurezza degli spazi esterni, messa in sicurezza di oggetti mobili come cassonetti, interventi tempestivi di pulizia e, se necessario, sistemi di dissuasione o videosorveglianza nel rispetto delle normative.
L’episodio, per quanto circoscritto, pone una questione più ampia: quella della vivibilità e della sicurezza nei piccoli centri. Berbenno di Valtellina è da sempre una comunità percepita come tranquilla, ma proprio per questo, suggerisce Bordoni, è importante intervenire subito, prima che simili comportamenti possano diventare una consuetudine.
La riflessione si allarga così al ruolo della comunità educante: famiglie, istituzioni e cittadini chiamati a collaborare non solo per reprimere, ma soprattutto per educare e prevenire. Perché la sicurezza urbana non è soltanto ordine pubblico, ma anche rispetto, cura degli spazi comuni e qualità della vita.
L’auspicio è che da questo episodio possa nascere un confronto costruttivo. Nel frattempo, resta il ringraziamento alle Forze dell’Ordine per la tempestività dell’intervento e un monito condiviso: proteggere una scuola significa proteggere il futuro della comunità.
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