Cronaca / Sondrio e cintura
Lunedì 14 Settembre 2026
Sondrio, addio al poeta dialettale Davide Rastelli
Il cantore della Valtellina si è spento a Sondalo. I funerali si terranno oggi nella chiesa del Sacro Cuore.
Lettura 1 min.Sondrio
Una triste notizia è giunta oggi a Sondrio e tutti si sono sentiti un po’ più soli. Orfani di quella poesia dialettale, che, con Davide Rastelli (per tutti, “Davide scrif quaicoss”), 80 anni compiuti il 28 agosto scorso, del posto, diventava musica.
Il cantore della Valtellina in vernacolo, anzi in lingua dialettale, come lui sosteneva, si è spento domenica nel reparto di Cure palliative del Morelli di Sondalo, dove si trovava ricoverato per un problema respiratorio con cui conviveva da tempo, senza, tuttavia, dargli troppo peso.
Annegava ogni traversia della vita nella poesia, Davide. Quella, unitamente alla sua famiglia, alla moglie Sandra, ai figli Amos e Stefania con i loro congiunti, agli adorati nipoti Lorenzo e Matilda, era la sua medicina. Una passione coltivata nel tempo, si può dire innata, in Davide, che scriveva di getto autentiche liriche dialettali poi consegnate ai tanti che seguivano la sua pagina Facebook.
Bello ascoltarlo declamare queste odi che arrivavano dal cuore e che «proprio per questo – sosteneva convinto – arrivano a tutti, anche a chi non capisce il nostro dialetto. Perché quando si parla la lingua del focolare domestico, basta la cadenza, l’espressione per comunicare».
Ed aveva comunicato, eccome, anche nei salotti buoni, Davide Rastelli, quando, insieme agli amici di “Progetto Alfa”, di Sondrio, Massimiliano Greco ed Antonio Muraca, era sceso nella capitale per partecipare alla mostra di Jago al museo Carlo Bilotti e lì, davanti ad un gruppo di cultori romani, aveva declamato il suo pezzo forte, l’inno alla Valtellina e alla donna valtellinese racchiuso nella poesia “La vignaiola”, ovviamente in dialetto. La stessa con la quale, nel 2016, aveva vinto la terza edizione del Premio Bertacchi, a Sondrio.
Un autodidatta, Rastelli, in passato garzone in un panificio, orafo, cameriere, manovale, quindi, tecnico di radiologia all’ospedale di Sondrio nel 1969, anno del suo matrimonio, fino alla pensione.
I famigliari e i tanti che gli hanno voluto bene lo saluteranno a Sondrio, nella chiesa del Sacro Cuore, oggi, alle 15, poi la salma verrà tumulata in cimitero. Gli amici di “Progetto Alfa” lo ricorderanno il 26 settembre prossimo, a Palazzo Vertemate Franchi, per l’ennesima edizione del premio Bertacchi.
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