Cronaca / Sondrio e cintura
Lunedì 13 Aprile 2026
Sondrio, assalto al bus notturno: autista costretto a manovra di emergenza
All’autostazione di Sondrio un autista del servizio sostitutivo diretto a Lecco è stato accerchiato da una trentina di giovani in stato di alterazione. Tra calci, pugni e minacce, il conducente ha dovuto effettuare una manovra d’emergenza per mettere in sicurezza i passeggeri. «Chiediamo sicurezza»
Sondrio
Non è la prima volta che dal mondo dell’autotrasporto di linea locale arrivano feed back preoccupanti circa le pressioni che gli autisti subiscono in servizio, sia durante i viaggi sostitutivi dei treni, concordati con Trenord e Ferrovie nord Milano, sia durante il normale servizio di autotrasporto pubblico effettuato sul territorio.
Situazioni in cui gli autisti hanno a che fare anche con una fetta di viaggiatori che non pagano il biglietto, ma vogliono viaggiare lo stesso, con persone, giovani, ma non solo, alterate dall’uso di alcool e droghe che nemmeno avrebbero i connotati per salire sul mezzo pubblico e con persone che prendono a calci e pugni le porte dei bus per poter scendere al loro paese di destinazione nonostante ciò non sia possibile in quanto si tratta di un servizio sostitutivo del treno che fa solo le fermate di quest’ultimo.
C’è un servizio sostitutivo, in particolare, che dà parecchie gatte da pelare agli autisti ed è quello che parte alle 3.44 di tutti i giorni dalla stazione degli autobus di via Tonale, a Sondrio, con destinazione Lecco.
«Durante la settimana nessun problema – dice Claudio Porta, referente della Fit Cisl di Sondrio –, tanto più che è un servizio molto richiesto da persone che devono prendere aerei e coincidenze di treni. Ma è la domenica notte che si scatenano le orde barbariche. Come è accaduto nella nottata all’autista che prestava servizio, assediato da un branco di una trentina di giovani, mi ha riferito, fuori controllo, in evidente stato di alterazione psicofisica, che hanno tentato un vero e proprio assalto alla diligenza. L’autista, per mettere in salvo i passeggeri regolari, ha dovuto compiere una manovra di emergenza, fuggendo, mentre il gruppo dei giovani colpiva il mezzo sferrando calci e pugni contro i vetri, tentando di bloccare le porte, e minacciando di morte il collega».
Teatro della scena l’autostazione di via Tonale, a Sondrio, dove a quell’ora, alla domenica, si raccolgono i ragazzi, spesso minori, reduci dalla movida nei locali pubblici della zona e che prendono l’autobus per tornare a casa.
«Problemi non ce ne sarebbero se non fossero quasi sempre alterati dall’uso di alcool e tutto il resto, al punto, in alcuni casi, di non reggersi nemmeno in piedi – dice Porta –, e noi non possiamo nemmeno far salire persone in quelle condizioni sui nostri mezzi per ragioni di sicurezza. Oltre al fatto che, di norma, sono anche del tutto sprovvisti di biglietto. Al più ci può essere qualche studente fra loro che ha l’abbonamento o poco più. Abbiamo segnalato più e più volte questa situazione alle autorità competenti, ma nessuno si è mosso. Chiediamo la presenza di una pattuglia, a campione, tre volte al mese, in stazione la domenica alle 3.44, in modo da supportarci e dissuadere i giovani da questi comportamenti. Non ci sembra una cosa impossibile. Anche perché l’altra ipotesi, che talvolta viene sollevata, cioè quella di abolire il servizio, non è adeguata».
Perché abolire la corsa sostitutiva del treno, dicono gli autisti, quando si tratta di servizio importante per tante persone che devono raggiungere Lecco e poi Milano per prendere treni e aerei?
«Siamo già periferici rispetto al resto della regione, perché privarci di un servizio importante e, ripeto, molto gettonato? - dice Porta -. Va mantenuto, invece, e presidiato. La pazienza è finita. Chi lavora ha il diritto di farlo in sicurezza e i cittadini onesti di viaggiare senza paura. Le istituzioni escano dal loro letargo. La sicurezza non si garantisce con le pacche sulle spalle, ma con il controllo del territorio».
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