Sondrio: convalidato l’arresto del 30enne che sabato ha colpito un connazionale con la mannaia

La lite sabato nel quartiere della Piastra. L’accusa nei confronti del nordafricano è di tentato omicidio, sebbene il ferito sia stato ricoverato in ospedale non in gravi condizioni

Sondrio

Si è tenuto nella mattinata di oggi, con inizio alle 9.30, l’interrogatorio di convalida dell’arresto del trentenne di colore che nel pomeriggio di sabato era stato arrestato dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Sondrio nel quartiere periferico della Piastra per avere colpito alla gola un connazionale, di un anno più giovane, con una mannaia.

L’accusa, nei suoi confronti, formulata dal pm Daniele Carli Ballola è stata quella di tentato omicidio. Anche se il ferito venne ricoverato in ospedale tutt’altro che in gravi condizioni, l’imputazione è stata pesante, in relazione alle modalità dell’evento violento e al tipo di arma usata per fare del male, che avrebbe potuto uccidere se avesse colpito un’arteria vitale.

Ebbene, oggi si è svolta l’udienza di convalida del fermo. C’era l’interprete di lingua inglese, ma l’indagato, assistito dall’avvocato d’ufficio Eros Cornaggia, non ha voluto rispondere alle domande del giudice delle indagini preliminari, Antonio De Rosa. Il tutto è durato poco più di quindici minuti, poi il nordafricano è stato nuovamente accompagnato nel vicino carcere di via Caimi dagli agenti di Polizia penitenziaria.

«Il gip - si limita a dire il legale Cornaggia con studi professionali a Sondrio e Cosio Valtellino - ha applicato la misura del carcere, convalidando l’arresto. Il mio assistito, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, è domiciliato a Sondrio, mentre l’altro soggetto non so. Speravo in una misura restrittiva meno severa a suo carico, anche perché il ferito ha riportato una prognosi lieve, ossia di circa sette giorni. I due si conoscevano. Nei prossimi giorni valuterò con lui, se sarò confermato di fiducia, quali possibili azioni intraprendere per la sua migliore difesa».

Intanto si dovrà scavare a fondo, da parte degli investigatori dell’Arma, sul movente che ha scatenato quella violenta lite. C’era un conto in sospeso tra i due nigeriani per la vendita di sostanza stupefacente? Uno accusava l’altro di averne fatto sparire un certo quantitativo da un nascondiglio noto ad entrambi? Al momento restano domande senza risposte. Rimane il fatto, in ogni caso, che lo straniero rinchiuso in una cella si fosse presentato all’appuntamento fuori casa armato di una mannaia, quindi già con intenzioni bellicose.

Nel pomeriggio di sabato, i carabinieri della Compagnia di Sondrio, unitamente al personale della Polizia locale, lo avevano bloccato in flagranza di reato. All’iniziale attività d’indagine aveva anche contribuito l’equipaggio di una «pantera» della Polizia di Stato.

I fatti risalgono alle 13 circa della giornata prefestiva, in via Maffei, quando i due extracomunitari si sono affrontati fisicamente ed uno di loro, armato di una mannaia, ha colpito al collo l’altro. Per fortuna si era trattato di un colpo in superficie, non profondo, pertanto senza gravi conseguenze per la vittima.

Gli investigatori avevano acquisito i filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, che avevano ripreso l’intera aggressione, insieme alle testimonianze di alcuni cittadini presenti ai fatti, comprese quelle di chi ha dato l’allarme. All’interno di un cestino della spazzatura nell’area verde prossima al luogo dell’aggressione, è stata trovata e sequestrata la mannaia - fornita di una lama di 20 centimetri di lunghezza – di cui l’arrestato aveva tentato di disfarsi nel momento in cui si è dato alla fuga, prima di essere catturato.

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