Sondrio, famiglie al freddo in quattro torri della Piastra

La caldaia comune non funziona a pieno regime e diverse famiglie sono al freddo dall’accensione degli impianti. Alcuni residenti denunciano temperature di appena 11,5 gradi in casa. Aler assicura: «Ci siamo attivati, la soluzione è imminente».

Lettura 1 min.

Sondrio

Dal giorno in cui è stato possibile accendere i riscaldamenti a Sondrio ad oggi, sono parecchi i residenti nel quartiere Piastra rimasti al freddo.

Precisamente coloro che vivono in quattro torri del quartiere, al civico 54 e alla torre dirimpettaia, al civico 63 e al civico 100. Stabili alimentati dalla medesima caldaia che, assicura da Aler «non è rotta, però non sta funzionando a pieno regime».

Il tema è quindi all’attenzione di Aler i cui tecnici «sono già intervenuti per una verifica» dicono dall’azienda stessa anche se, al momento, i residenti continuano a vivere con le finestre chiuse, le stufe a gas o elettriche accese, quando, ovvio, se lo possono permettere, perché c’è anche chi non è in grado di scaldarsi diversamente.

A soffrire di più sono, come sempre, i residenti nei piani più alti degli stabili, dove pompa meno il poco caldo prodotto, mentre coloro che hanno gli appartamenti frapposti ad altri beneficiano un po’ di più del tepore prodotto dai vicini, ma è una situazione invivibile.

«Senza stufa a gas che funziona tutto il giorno – dice un’inquilina -, io avrei 11,5 gradi in casa e, comunque, anche con la stufetta che viaggia a tambur battente, non vado oltre i 20,2 e non in tutti i locali. Morale, son qui con felpa, giacca da mezza stagione e berretto di notte altrimenti è impossibile dormire. E tutti sono ammalati, compresi gli animali domestici tant’è che c’è un gran andirivieni pure dal vicino veterinario».

L’auspicio è ovviamente che questa situazione possa risolversi quanto prima considerato che siamo in pieno autunno e che ci attendono i rigori invernali.

«Nelle torri non abitano solo giovani vigorosi – assicurano gli inquilini -, ma anche tanti anziani, bambini, disabili, non si può andare avanti in questo modo per giorni e giorni. Dormire e mangiare diventa davvero difficile in queste condizioni».

Aler tuttavia assicura aver presente il problema ed essersi attivata per risolverlo quanto prima. Tempistiche precise di intervento non ci sono ancora, ma assicurano essere, la soluzione, imminente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA