Cronaca / Sondrio e cintura
Martedì 15 Settembre 2026
Sondrio, il Pd porta la montagna al centro del dibattito: «Servono una strategia e leggi dedicate»
Alla Festa dell’Unità confronto su spopolamento, servizi, lavoro, casa e futuro del turismo. Roggiani: «Rimettere i territori al centro».
Lettura 2 min.Sondrio
La montagna al centro del dibattito politico, non come territorio da assistere con interventi occasionali, ma come realtà che ha bisogno di una strategia specifica e di una visione di lungo periodo. È stato questo il filo conduttore del primo appuntamento della Festa dell’Unità del Partito democratico della provincia di Sondrio, che lunedì alla Club House Rugby di piazzale Fojanini ha aperto la tre giorni itinerante organizzata dai dem sul territorio provinciale. «Costruire il futuro della montagna» era il titolo dell’incontro, dedicato a comunità, servizi, sviluppo e qualità della vita nelle aree alpine. Un confronto che ha affrontato alcuni dei nodi più delicati per il futuro della Valtellina e della Valchiavenna: lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione, la necessità di mantenere servizi sanitari, scolastici e di trasporto adeguati, le opportunità occupazionali per i giovani, il tema della casa e delle infrastrutture, fino alla necessità di ripensare turismo e sviluppo alla luce del cambiamento climatico. A introdurre i lavori è stato il segretario provinciale del Pd Michele Iannotti, mentre al confronto ha partecipato Silvia Roggiani, deputata e segretaria regionale del Partito democratico, e il sociologo Aldo Bonomi. Non hanno invece potuto prendere parte all’iniziativa, come inizialmente previsto, il senatore Alessandro Alfieri e il vicepresidente del Consiglio regionale lombardo Emilio Del Bono, entrambi trattenuti da sopraggiunti impegni istituzionali. Il dibattito è stato moderato dalla giornalista Monica Bortolotti. Per Iannotti, l’obiettivo della serata era andare oltre la semplice analisi dei problemi per arrivare a individuare proposte concrete. «La montagna ha bisogno di leggi dedicate», ha sottolineato il segretario provinciale, spiegando che il confronto voleva rappresentare un momento di approfondimento utile anche in vista del lavoro politico del Pd regionale. Le idee emerse, ha aggiunto, dovranno confluire nel «Laboratorio Lombardia 2028», il percorso attraverso il quale il partito intende prepararsi alle prossime elezioni regionali. Il punto di partenza, per il Pd valtellinese, è la necessità di superare una gestione considerata troppo spesso frammentaria delle questioni della montagna.
Nel suo intervento di apertura Iannotti aveva evidenziato come non sia sufficiente affrontare una singola emergenza alla volta: occorre interrogarsi su quale provincia costruire nei prossimi dieci o vent’anni, creando le condizioni perché le persone possano continuare a vivere sul territorio, tornarvi o scegliere di stabilirvisi. Sul tema è intervenuta anche Silvia Roggiani, che ha allargato lo sguardo alle politiche nazionali per le aree montane. Secondo la segretaria regionale dem, il Governo dovrebbe destinare maggiori risorse ai territori. Roggiani ha parlato di 244 milioni di euro per la montagna che, a suo dire, non sarebbero ancora stati redistribuiti, e ha contestato inoltre il taglio del Fondo per la montagna, indicato nel 70 per cento. «È un governo che, da un lato, proclama l’autonomia e, dall’altro, penalizza i territori», ha affermato Roggiani, ribadendo la posizione del Pd: «Chiediamo invece di rimettere il territorio al centro». La parlamentare ha ricordato anche l’esistenza di una proposta di legge del Partito democratico dedicata proprio alle aree montane. La prima Festa dell’Unità provinciale si è conclusa in serata con la cena a base di pizzoccheri e prodotti tipici, seguita dal concerto della Compagnia Solidale dedicato alle canzoni di Francesco Guccini.
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