Cronaca / Sondrio e cintura
Lunedì 12 Gennaio 2026
Sondrio, la vetrina olimpica per risollevare il commercio in affanno
Il capoluogo valtellinese affronta una sfida cruciale: sfruttare l’evento olimpico per dare slancio al commercio locale dopo anni di difficoltà.
Sondrio
Sfruttare la vetrina olimpica per dare nuovo slancio non soltanto al turismo, ma anche al commercio a Sondrio.
È questa una delle sfide più importanti – e più difficili – che il capoluogo si trova ad affrontare all’inizio di questo nuovo anno. Una sfida che si lega a filo doppio con il futuro stesso della città (e non solo), perché, come ha ricordato recentemente Loretta Credaro, presidente di Confcommercio Sondrio, «lo stato di salute del commercio non è solo una questione per addetti ai lavori: riguarda tutta la comunità (e la sua sopravvivenza) e insieme bisogna affrontarla».
Una questione sempre più attuale e stringente, come dimostrano anche i numeri: nei quattro anni dal 2020 al 2024 hanno chiuso circa 140 attività commerciali in provincia, 81 delle quali solo a Sondrio. Alla fine di novembre 2025, secondo i dati forniti in Consiglio comunale dall’assessore al Commercio Francesca Canovi, si contavano 15 nuove aperture e 19 cessazioni, con un saldo dunque ancora negativo.
La chiusura del 2025 e l’inizio di questo 2026 si sono portati dietro altre cessazioni, ma anche qualche novità. Già prima di Natale, in via Trento, ha chiuso la profumeria Naima: nessun avviso, nessun cartello, vetrine e interno perfettamente allestiti, ma il portone di ferro serrato da un grosso lucchetto. Addio anche alla “storica” edicola-cartolibreria Nesa di via Fiume.
A fronte delle chiusure, si registrano però alcune novità nel panorama cittadino, tutte peraltro legate alla somministrazione di cibo e bevande: investimenti che non riguardano dunque il commercio al dettaglio in senso stretto. In via Lavizzari, in uno spazio finora sfitto, ha aperto un nuovo bar con servizio pomeridiano-serale, ulteriore tassello della volontà di rivitalizzare l’antica Via dei Palazzi, dandole una connotazione artistico-sociale. Non a caso, dopo lo Spazio 44, si parla della possibile apertura di un altro atelier artistico.
In via Piazzi, sull’unico lato rimasto “vivo”, ha riaperto il locale accanto alla Bottega della solidarietà: qui si sono trasferiti i ragazzi di Yugen che, girando semplicemente l’angolo rispetto alla sede precedente, possono ora contare su spazi più ampi. Un altro esercizio pubblico ha fatto rinascere uno spazio rimasto chiuso dal periodo post-Covid: il Ramen Restaurant Shokuya 1984 ha infatti riaperto i locali che un tempo ospitavano la Spaghetteria Terra di mezzo, in piazzale Bertacchi.
In città, insomma, sembra oggi più facile mangiare e bere che acquistare abbigliamento o articoli sportivi. L’incertezza del momento non aiuta. Tra le criticità più pressanti per chi voglia affacciarsi sul mercato commerciale c’è però il caro affitti: i numerosi negozi vuoti lungo intere vie del capoluogo vengono proposti sul mercato a prezzi insostenibili. «Se prevale la logica della rendita di posizione e degli affitti troppo alti, gli spazi di manovra per gli imprenditori si riducono – aveva sottolineato Credaro –. Affitti sostenibili favoriscono nuove aperture e start-up».
Una questione di cui il Comune si sta occupando. Tra gli strumenti in arrivo per provare a far fronte alla crisi del commercio, l’assessore Canovi ha annunciato l’affidamento dell’incarico per la redazione del Piano del commercio, «che dovrà prevenire la desertificazione e garantire una distribuzione equilibrata delle attività sul territorio», mentre sul fronte dei canoni di locazione è aperto il confronto con l’Unione del commercio nell’ambito del progetto nazionale Cities, con l’obiettivo di «incentivare i proprietari di immobili sfitti a proporre canoni agevolati».
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