Sondrio onora Giovanni Palatucci, eroe della Polizia di Stato

Commemorazione in Questura per il funzionario che salvò migliaia di ebrei dai nazifascisti. Il Questore Riccio ne ricorda l’impegno e il coraggio.

Sondrio

Questa mattina, davanti alla Questura di Sondrio, si è svolta una cerimonia commemorativa in occasione dell’anniversario della morte di Giovanni Palatucci, funzionario di Polizia, già reggente la Questura di Fiume, riconosciuto «Servo di Dio» dalla Chiesa cattolica e «Giusto tra le Nazioni» dallo Stato d’Israele.

Alla presenza del questore, Sabato Riccio, e delle autorità civili e militari della provincia, è stata deposta una corona d’alloro davanti alla stele commemorativa collocata nel 2021 nell’aiuola antistante l’ingresso principale della Questura.

«Ricordare Giovanni Palatucci – ha sottolineato il questore Sabato Riccio – significa rinnovare ogni giorno i valori di legalità, coraggio e umanità che devono guidare l’operato della Polizia di Stato. La sua testimonianza rappresenta un esempio altissimo di servizio allo Stato e di rispetto della dignità umana, anche nei momenti più drammatici della nostra storia».

Nel corso della sua attività, Palatucci si prodigò in favore di migliaia di ebrei e di cittadini perseguitati, riuscendo a sottrarli all’arresto e alla deportazione durante gli anni più bui dell’occupazione nazifascista. Un impegno portato avanti con coraggio e senso del dovere fino al suo arresto, avvenuto nel settembre del 1944.

«Fedele all’impegno assunto e pur consapevole dei gravissimi rischi personali – si legge nella motivazione della Medaglia d’oro al valor civile conferitagli nel 1995 – continuava, malgrado l’occupazione tedesca e le incalzanti incursioni dei partigiani slavi, la propria opera di dirigente, di patriota e di cristiano, fino all’arresto da parte della Gestapo e alla deportazione in un campo di sterminio, ove sacrificava la giovane vita».

Deportato nel campo di concentramento di Dachau, Palatucci morì di stenti il 10 febbraio 1945. A seguire, il cappellano della Polizia di Stato, don Andrea Lotterio, ha impartito la benedizione.

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