Cronaca / Sondrio e cintura
Martedì 10 Febbraio 2026
Sondrio onora Giovanni Palatucci, eroe della Polizia di Stato
Commemorazione in Questura per il funzionario che salvò migliaia di ebrei dai nazifascisti. Il Questore Riccio ne ricorda l’impegno e il coraggio.
Sondrio
Questa mattina, davanti alla Questura di Sondrio, si è svolta una cerimonia commemorativa in occasione dell’anniversario della morte di Giovanni Palatucci, funzionario di Polizia, già reggente la Questura di Fiume, riconosciuto «Servo di Dio» dalla Chiesa cattolica e «Giusto tra le Nazioni» dallo Stato d’Israele.
Alla presenza del questore, Sabato Riccio, e delle autorità civili e militari della provincia, è stata deposta una corona d’alloro davanti alla stele commemorativa collocata nel 2021 nell’aiuola antistante l’ingresso principale della Questura.
«Ricordare Giovanni Palatucci – ha sottolineato il questore Sabato Riccio – significa rinnovare ogni giorno i valori di legalità, coraggio e umanità che devono guidare l’operato della Polizia di Stato. La sua testimonianza rappresenta un esempio altissimo di servizio allo Stato e di rispetto della dignità umana, anche nei momenti più drammatici della nostra storia».
Nel corso della sua attività, Palatucci si prodigò in favore di migliaia di ebrei e di cittadini perseguitati, riuscendo a sottrarli all’arresto e alla deportazione durante gli anni più bui dell’occupazione nazifascista. Un impegno portato avanti con coraggio e senso del dovere fino al suo arresto, avvenuto nel settembre del 1944.
«Fedele all’impegno assunto e pur consapevole dei gravissimi rischi personali – si legge nella motivazione della Medaglia d’oro al valor civile conferitagli nel 1995 – continuava, malgrado l’occupazione tedesca e le incalzanti incursioni dei partigiani slavi, la propria opera di dirigente, di patriota e di cristiano, fino all’arresto da parte della Gestapo e alla deportazione in un campo di sterminio, ove sacrificava la giovane vita».
Deportato nel campo di concentramento di Dachau, Palatucci morì di stenti il 10 febbraio 1945. A seguire, il cappellano della Polizia di Stato, don Andrea Lotterio, ha impartito la benedizione.
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