Frodi fiscali ed evasione: Procura, Guardia di finanza e Agenzia delle Entrate fanno squadra a Sondrio

Siglato un protocollo d’intesa tra Procura della Repubblica, Guardia di finanza e Agenzia delle Entrate per rafforzare lo scambio di informazioni e il coordinamento nelle indagini su evasione fiscale, frodi tributarie e patrimoni illeciti. Obiettivo: rendere più efficace il recupero delle risorse sottratte allo Stato

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Sondrio

Consolidare la cooperazione istituzionale nel contrasto alle frodi fiscali, all’evasione dei tributi, e all’accumulazione di patrimoni illeciti che alterano il corretto funzionamento del mercato e arrecano danni gravi all’interesse pubblico. È la finalità alla base del protocollo d’intesa siglato fra la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sondrio, il Comando provinciale della Guardia di finanza e la direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate.

A sottoscrivere l’intesa, in particolare, sono stati Piero Basilone, procuratore della Repubblica di Sondrio, il colonnello Daniele Sanapo, comandante provinciale della Guardia di finanza, e Valeria Garattini, direttrice provinciale dell’Agenzia delle entrate. Un accordo volto a dare continuità alle prassi operative già in essere e che «costituisce un significativo passo avanti nella costruzione di un sistema integrato di collaborazione fra magistratura requirente, polizia economico-finanziaria e amministrazione fiscale – è precisato in una nota stampa diffusa dalle Fiamme gialle – fondato sulla condivisione immediata delle informazioni, sul coordinamento operativo e sulla valorizzazione delle rispettive competenze istituzionali. Nel segno di un rafforzamento delle interrelazioni tra procedimento penale e procedimento tributario così da rendere ancor più necessario un costante coordinamento tra le autorità coinvolte nelle attività di accertamento, investigazione e recupero delle risorse sottratte allo Stato sia in materia di imposte dirette sia di imposta sul valore aggiunto».

L’obiettivo è quindi quello di individuare rapidamente i reati, quantificare con precisione l’evasione fiscale e smantellare i circuiti di frode fondati su società fittizie. «Il protocollo – dicono dalle Fiamme Gialle – punta su un uso tempestivo e coordinato degli strumenti investigativi già previsti dalla legge in modo da risalire alla reale capacità economica di chi è coinvolto in reati tributari con focus sulle schermature patrimoniali, sulle intestazioni fittizie e sui trasferimenti simulati per evitare il recupero dei beni da parte dello Stato. La firma dell’intesa – concludono le istituzioni – intende, in sintesi, riaffermare il valore strategico della collaborazione tra le istituzioni coinvolte, unite nel comune obiettivo di rafforzare la legalità e contrastare con fermezza ogni forma di evasione e frode fiscale».

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