Sondrio, raddoppiano gli iscritti a ingegneria informatica

Il numero delle matricole è salito da sei a quattordici . Il percorso ibrido del Politecnico di Milano riscuote successo tra i giovani del territorio.

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Sondrio

Quattordici iscritti al primo anno, più del doppio dell’anno scorso, quando al debutto a Sondrio avevano risposto in sei. Il corso di laurea in Ingegneria informatica del Politecnico di Milano, ospitato nelle aule dell’Apf Valtellina, regala grandi soddisfazioni, soprattutto a chi ha contribuito a realizzare il progetto.

Sorride il sindaco di Sondrio Marco Scaramellini, aggiornando i numeri delle matricole, saliti da dieci a quattordici. È stato proprio lui, ingegnere e laureato proprio al Politecnico di Milano, anche grazie ai rapporti con l’ateneo, a volere e a lavorare per ottenere questa opportunità per i ragazzi valtellinesi. Una scommessa che i nuovi iscritti sembrano premiare. «L’anno scorso eravamo partiti tardi con la comunicazione – dice il sindaco –, quest’anno i dati degli iscritti dimostrano che l’offerta intercetta un interesse reale. Siamo molto contenti anche perché in altre realtà i primi anni del corso strutturato in questo modo hanno viaggiato su medie più basse».

Al debutto, le sei matricole – cinque residenti in provincia di Sondrio e una proveniente dal Lecchese, cinque ragazzi e una ragazza – erano state accolte con una presentazione ufficiale all’Apf, a sottolineare l’importanza dell’iniziativa. Un appuntamento che sarà riproposto anche quest’anno. «A breve organizzeremo la giornata di benvenuto per gli studenti» assicura il sindaco.

Nella sede di Sondrio i posti disponibili sono circa trenta e per accedervi, come per gli altri corsi dell’ateneo, è necessario superare il test d’ingresso previsto dal Politecnico di Milano. Il percorso propone una formazione in modalità ibrida, che combina lezioni frontali nelle aule dell’Apf di via Besta e moduli didattici fruibili sulla piattaforma online. Un modello già sperimentato con successo in altre realtà italiane e avviato lo scorso anno anche in città.

La formula permette dunque di seguire vicino a casa un percorso universitario allineato, nei contenuti e nella qualità della docenza, a quello milanese. Un’opportunità che riduce i costi legati al trasferimento, a partire dall’alloggio, e agevola anche chi lavora o ha esigenze che rendono difficile frequentare un corso lontano da casa.

Il triennio offre inoltre una base comune con altri percorsi ingegneristici: nei primi semestri molti insegnamenti coincidono con quelli di altre lauree, facilitando eventuali passaggi e ponendo le basi per proseguire gli studi in ambiti affini, come l’Ingegneria elettronica.

L’obiettivo dell’iniziativa, fortemente voluta dal Comune insieme alla Provincia, va oltre la possibilità di risparmiare sull’affitto. Portare sul territorio una laurea in ambito tecnologico significa ampliare l’offerta formativa locale e provare a trattenere in provincia competenze strategiche per il tessuto economico.

L’ingegneria informatica è infatti al centro di settori destinati ad avere un peso crescente: dall’intelligenza artificiale alla cybersicurezza, dall’automazione alla gestione dei dati e delle infrastrutture digitali. Formare giovani ingegneri sul territorio, come hanno ricordato in più occasioni il sindaco e il presidente della Provincia Davide Menegola, significa anche creare le condizioni per un rapporto più stretto tra università e imprese, offrendo alle aziende locali professionalità sempre più difficili da reperire.

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