Sondrio, famiglie risparmiatrici: quasi 400 milioni in più sui conti in quattro anni

L’analisi del Sole 24 Ore sui dati della Banca d’Italia colloca la provincia al secondo posto in Italia per crescita dei depositi bancari delle famiglie e al terzo per disponibilità pro capite, con oltre 30.500 euro per residente.

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Sondrio

Le famiglie della provincia di Sondrio continuano a confermarsi tra le più risparmiatrici d’Italia. Non soltanto per la ricchezza sui conti correnti, che colloca il territorio ai vertici della graduatoria nazionale, ma anche per la crescita registrata negli ultimi quattro anni.

Tra il primo quadrimestre del 2022 e quello del 2026 i depositi bancari delle famiglie consumatrici sono infatti aumentati di 397,3 milioni di euro, il secondo incremento più elevato in Italia in valore assoluto, preceduto soltanto dalla provincia di Trento, che segna un aumento di 448,2 milioni.

È l’analisi del Sole 24 Ore elaborata sui numeri dei depositi delle famiglie residenti contenuti nella banca dati statistica della Banca d’Italia, a dirlo. Una fotografia dell’evoluzione del risparmio in un periodo segnato dalla guerra in Ucraina, dall’impennata dell’inflazione e dal successivo rialzo dei tassi di interesse.

Se in molte parti d’Italia la liquidità è diminuita o è stata spostata verso altre forme di investimento, la provincia di Sondrio ha continuato ad accrescere le somme depositate nelle banche. Un risultato che conferma la storica propensione delle famiglie al risparmio e una gestione tradizionalmente prudente della ricchezza.

Il quadro diventa ancora più significativo osservando la disponibilità media per residente. Con circa 30.500 euro pro capite depositati sui conti correnti, Sondrio occupa il terzo posto della graduatoria nazionale, alle spalle soltanto di Bolzano (37 mila euro) e Milano (32.500 euro).

A livello nazionale, invece, come suggerisce l’analisi del quotidiano economico il quadro è più articolato. Dopo il forte incremento dei depositi registrato durante gli anni della pandemia, tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 le giacenze bancarie hanno raggiunto il loro massimo storico. Poi la crescita si è arrestata. Tra aprile 2022 e aprile 2026 i depositi delle famiglie italiane sono rimasti sostanzialmente stabili (-0,4%), ma dietro questa apparente immobilità si è verificato un profondo cambiamento nella gestione del risparmio. Il rialzo dei tassi di interesse ha infatti riportato rendimento su strumenti come obbligazioni e titoli di Stato, inducendo molte famiglie a trasferire una parte della liquidità dai conti correnti verso investimenti più remunerativi.

Un fenomeno molto evidente nelle province economicamente più forti. Milano, ad esempio, pur mantenendo il secondo posto in Italia per depositi pro capite, ha registrato una riduzione del 4% delle somme lasciate sui conti correnti, pari a circa 3,75 miliardi di euro in meno rispetto al 2022.

Secondo gli economisti, non si tratta necessariamente di una diminuzione della ricchezza, quanto piuttosto di una diversa allocazione del patrimonio finanziario. Dopo anni di tassi prossimi allo zero, il ritorno di rendimenti interessanti ha favorito gli investimenti in Btp, obbligazioni, fondi comuni e gestioni patrimoniali, strumenti in grado di offrire una maggiore protezione contro l’inflazione.

L’inflazione, infatti, rappresenta l’altro grande elemento che ha inciso sul valore del risparmio. Anche dove le somme depositate sono rimaste pressoché invariate, il loro potere d’acquisto si è ridotto. Secondo l’analisi, adeguando i dati all’andamento dei prezzi rilevati dall’Istat, i depositi bancari delle famiglie hanno perso circa l’11,6% del loro valore reale nel quadriennio.

La situazione della provincia di Sondrio si inserisce quindi in un contesto nazionale complesso, ma conferma la particolarità del territorio con le famiglie che mantengono una delle più elevate disponibilità liquide del Paese continuando ad accrescere i depositi.

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