Cronaca / Sondrio e cintura
Lunedì 24 Agosto 2026
Sondrio, più residenti dai trasferimenti interni: è seconda in Italia
Tra il 2023 e il 2025 il capoluogo valtellinese ha guadagnato 358 abitanti negli scambi migratori interni, 16,9 ogni mille residenti. Meglio soltanto Mantova, mentre la maggior parte dei capoluoghi italiani perde popolazione a favore di hinterland e centri minori.
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Abitanti in “fuga” dai capoluoghi italiani, ma non a Sondrio. Tra il 2023 e il 2025 il capoluogo valtellinese ha infatti guadagnato 358 residenti negli scambi migratori interni, pari a 16,9 nuovi abitanti ogni mille residenti: il secondo miglior risultato in Italia, dopo Mantova (+21,4 per mille). È quanto emerge dall’elaborazione del Sole 24 Ore del Lunedì sui dati Istat relativi ai trasferimenti di residenza riferiti al triennio 2023-2025. Un’analisi che mette a confronto i 106 capoluoghi italiani e fotografa trend differenti tra città, hinterland e territori di provenienza dei nuovi residenti. Il fenomeno più evidente, a livello nazionale, è quello dello spostamento dai capoluoghi verso gli altri Comuni della stessa provincia. Nei tre anni considerati, i 106 capoluoghi italiani hanno complessivamente perso 97mila residenti a favore delle cinture urbane e dei centri minori.
Una mobilità a corto raggio che, per dimensioni, equivale alla perdita di una città come Pisa. Considerando anche gli spostamenti verso altri Comuni della stessa regione, il saldo degli scambi interni dei capoluoghi arriva a -56.402 residenti. E la tendenza si è accentuata nel tempo: il saldo interno negativo, che nel 2023 era di -8.472 residenti, è peggiorato a -23.381 nel 2024, fino a raggiungere -24.549 nel 2025. Il quadro cambia quando si considerano i movimenti internazionali. Nel triennio 2023-2025, sempre secondo l’elaborazione del Sole 24 Ore, i capoluoghi hanno registrato complessivamente un saldo positivo con l’estero di 328.363 residenti, quasi sei volte superiore al deficit prodotto dalla mobilità interna. È così che il saldo migratorio complessivo dei 106 capoluoghi torna positivo: +271.961 residenti. Significa che, per ogni 100 residenti persi dai capoluoghi negli scambi con il resto d’Italia, il saldo con l’estero ne porta circa 582. Ma la situazione non è uniforme. Sono 15 i capoluoghi che, nonostante gli arrivi dall’estero, chiudono il triennio con un saldo migratorio complessivo negativo: si trovano tutti al Sud. Milano presenta il peggior saldo migratorio interno tra le 106 città considerate: -22.099 residenti nel triennio. Il capoluogo lombardo perde 28.262 persone negli scambi con gli altri Comuni della stessa area metropolitana, ma guadagna 18.824 residenti dagli altri territori regionali e nazionali.
A compensare il saldo ci pensa soprattutto l’estero: +45.662 residenti, il valore più elevato tra tutti i capoluoghi italiani. Napoli presenta il secondo peggior saldo interno, con -14.229 residenti, ma una dinamica diversa. Il capoluogo campano perde 3.543 persone verso l’hinterland, 1.935 verso gli altri Comuni della Campania e soprattutto 8.751 verso le altre regioni italiane, spesso quelle del Nord. Il saldo con l’estero, pari a +9.692, recupera gran parte della perdita, ma non è sufficiente: Napoli chiude il triennio con un saldo migratorio complessivo di -4.537 residenti, il peggiore tra i capoluoghi. Dall’altra parte della graduatoria c’è invece Sondrio. Con +358 residenti e +16,9 per mille, il capoluogo valtellinese si colloca al secondo posto in Italia per capacità di attrazione nei movimenti migratori interni. Un risultato particolarmente significativo perché arriva in un contesto nazionale nel quale la direzione prevalente è quella opposta: lasciare il capoluogo per trasferirsi nei Comuni della cintura o nei centri minori. Mantova è l’unico capoluogo a fare meglio di Sondrio, mentre alle spalle si trovano Lodi, Aosta e Biella. La graduatoria cambia, invece, se si considera solo il saldo con l’estero. In questo caso il primato spetta a Pavia (+35,7 residenti ogni mille abitanti), seguita da Alessandria (+35,3), Vercelli (+33,7), Milano (+33,6) e Ancona (+33,5). Il dato di Sondrio evidenzia dunque una capacità di attrazione dagli altri Comuni secondo una dinamica opposta rispetto a quella di grandi città come Milano, probabilmente anche per ragioni di costi. Resta da capire se questo trend possa consolidarsi e crescere ulteriormente. Per un territorio alle prese con un progressivo invecchiamento della popolazione, infatti, la capacità di attrarre nuovi residenti - e in particolare giovani e famiglie - rappresenta uno degli elementi decisivi per gli equilibri demografici ed economici dei prossimi anni.
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