Cronaca / Sondrio e cintura
Martedì 03 Novembre 2026
Sondrio: sei anni di carcere per il nonno che abusava della nipotina
Il Tribunale ha riconosciuto le aggravanti per l’età della vittima. Sono state disposte interdizioni perpetue e risarcimenti.
Lettura 1 min.Sondrio
Sei anni di reclusione per aver abusato sessualmente della nipotina, che quando sarebbero iniziate le condotte contestate aveva soltanto otto anni. È la condanna pronunciata dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Sondrio, Antonio De Rosa, nei confronti di un uomo residente in provincia, processato con rito abbreviato per violenza sessuale aggravata. Una vicenda particolarmente delicata, per la quale è necessario tutelare in ogni modo l’identità della vittima, evitando qualsiasi riferimento che possa consentirne il riconoscimento.
I fatti contestati si sarebbero verificati tra l’estate del 2023 e l’aprile del 2024, quando la bambina trascorreva la notte a casa dei nonni. Secondo quanto ricostruito nel capo di imputazione, il nonno avrebbe approfittato di quei momenti di vicinanza familiare per compiere ripetutamente atti di natura sessuale nei confronti della piccola. Le condotte, stando alle contestazioni, avrebbero avuto una frequenza settimanale e si sarebbero verificate soprattutto durante la notte, nel letto condiviso dai tre, ma anche in altri momenti trascorsi nell’abitazione.
Le attenzioni dell’uomo, secondo l’accusa, non si sarebbero fermate neppure davanti alle esplicite manifestazioni di contrarietà della bambina, che avrebbe più volte cercato di allontanarlo e di farlo smettere. Tra gli episodi contestati, comportamenti di natura sessuale che avrebbero coinvolto direttamente la piccola, oltre a gesti e atteggiamenti esplicitamente inappropriati. Un quadro di particolare gravità, anche in considerazione della giovanissima età della vittima e del rapporto di parentela e fiducia che legava l’imputato alla bambina.
All’uomo erano contestati i reati previsti dagli articoli 609 bis e 609 ter del Codice penale, con le aggravanti legate all’abuso delle relazioni di ospitalità e dell’ascendente esercitato sulla vittima, oltre che alla circostanza che i fatti fossero commessi ai danni di una minore di dieci anni.
Oltre alla condanna a 6 anni, particolarmente rilevanti le pene accessorie. L’uomo è stato dichiarato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e, per tutta la durata della pena, in stato di interdizione legale. Disposta inoltre l’interdizione perpetua da qualsiasi incarico attinente alla tutela, alla curatela e all’amministrazione di sostegno, nonché da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado e in strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori.
Sul fronte risarcitorio, il giudice ha condannato l’imputato al pagamento dei danni in favore delle parti civili, da quantificare in separata sede, disponendo intanto il versamento di provvisionali. In particolare, 10mila euro sono stati riconosciuti alla vittima, in aggiunta ai 20mila euro già corrisposti, mentre per le altre due parti civili, i genitori della piccola, è stata stabilita una somma di 5mila euro ciascuna.
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