Sondrio, spaccata al negozio Paolo Curti: il ladro si ferisce, il Dna può incastrarlo

Il sangue lasciato sulle vetrinette infrante potrebbe permettere alla Polizia di risalire all’autore del furto. Rubati due giacche, un paio di scarpe e alcuni capi di maglieria, senza riuscire a entrare nel negozio.

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Sondrio

Potrebbe essere il sangue lasciato sul posto a fornire agli investigatori una pista importante per individuare il responsabile del furto messo a segno nella notte tra mercoledì e giovedì ai danni del negozio di abbigliamento «Paolo Curti», in via Cesura, nel centro di Sondrio. Il ladro, infatti, si sarebbe ferito mentre cercava di infrangere i vetri delle vetrinette espositive a muro, lasciando numerose tracce ematiche che potrebbero consentire di risalire alla sua identità attraverso l’analisi del dna.

Sull’episodio stanno indagando gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Sondrio, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto e individuare l’autore della spaccata. Nella mattinata di ieri sul posto è intervenuta anche la squadra sopralluoghi della polizia scientifica, che ha effettuato i rilievi tecnici, documentato la scena e raccolto i campioni biologici rinvenuti sulle vetrine danneggiate. Il materiale è destinato a un laboratorio specializzato, dove verrà estratto il profilo genetico. Successivamente si potrà verificare se il dna corrisponda a quello di soggetti già presenti nelle banche dati delle forze dell’ordine, un possibile elemento utile per dare un nome al responsabile. A fare la scoperta sono stati i titolari dell’attività commerciale, arrivati in negozio intorno alle 7.30 per iniziare la giornata lavorativa.

Ad attenderli c’erano i segni evidenti dell’effrazione, con le vetrinette danneggiate e diverse macchie di sangue disseminate nella zona interessata dal furto. Il bottino, almeno stando alla prima ricostruzione, non sarebbe particolarmente consistente: mancano all’appello due giacche, un paio di scarpe e alcuni capi di maglieria, tutta merce che era esposta nelle vetrine. Dalle prime informazioni emerge inoltre che il malvivente non sarebbe riuscito a introdursi nei locali del negozio. L’azione si sarebbe infatti concentrata sulle vetrinette esterne, prese di mira per impossessarsi rapidamente degli articoli in esposizione, senza raggiungere gli spazi interni dell’esercizio commerciale. Non è la prima volta che «Paolo Curti» subisce un furto. Un precedente risale a circa dieci anni fa, quando i ladri erano riusciti a entrare nel negozio passando dal retro. Attraverso una finestra del bagno avevano raggiunto il magazzino, portando via merce per un valore stimato in circa 10mila euro. In quel caso il colpo era stato interrotto dall’attivazione dell’impianto d’allarme.

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