Sondrio tra i Comuni più digitali d’Italia

Nuovo riconoscimento per il percorso di innovazione del Comune di Sondrio. L’ultima indagine nazionale sulla maturità digitale delle amministrazioni comunali colloca il capoluogo nella fascia più alta della classifica, premiando gli investimenti realizzati negli ultimi anni per migliorare servizi online, efficienza amministrativa e rapporto con i cittadini

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Sondrio

Sondrio conquista la fascia più alta della maturità digitale tra i Comuni capoluogo italiani. È quanto emerge dall’Indagine sulla maturità digitale dei Comuni capoluogo realizzata da Fpa, società del gruppo Digital360, per Deda Next e presentata nei giorni scorsi al Forum Pa 2026.

La città valtellinese è tra le realtà che hanno registrato i maggiori progressi nell’ultimo anno, compiendo un vero e proprio salto di qualità grazie agli interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L’indice Ca.Re. (Cambiamento realizzato), che misura il livello di digitalizzazione delle amministrazioni comunali, è infatti passato da 45 a 73 punti su 100, con una crescita del 61% che ha consentito a Sondrio di salire dalla fascia medio-bassa a quella “buona”, la più elevata prevista dalla classificazione.

I risultati della ricerca, giunta all’ottava edizione, evidenziano miglioramenti significativi in tutte le aree analizzate. In particolare, l’indice relativo ai servizi pubblici digitali ha raggiunto quota 90 punti, con un incremento dell’80% rispetto al 2025. Ancora più marcato il progresso nell’ambito della gestione dei dati e dell’interoperabilità, dove il punteggio è balzato da 22 a 60 punti (+170%). In crescita anche l’indice relativo all’integrazione con le piattaforme nazionali, salito a 68 punti.

«Il risultato ottenuto è motivo di grande soddisfazione in quanto giunge al termine di un percorso avviato sin dal primo mandato - sottolinea il sindaco di Sondrio, Marco Scaramellini -. Dalla nostra ferma volontà di ammodernare un sistema informativo comunale che non era al passo con i tempi, era seguita un’attenta analisi della situazione per inquadrare le necessità. Ci siamo impegnati, abbiamo sviluppato progetti e abbiamo investito, anche contando sulla dotazione finanziaria del Pnrr, con l’accesso a ben 11 bandi, allo scopo di migliorare nella digitalizzazione per agevolare il lavoro dei dipendenti e per offrire servizi di alta qualità ai nostri cittadini».

Sono state implementate nuove funzionalità attraverso il nuovo sito internet, i servizi online, l’app IO, PagoPa e altre sono in corso per migliorare l’interazione digitale con le altre amministrazioni pubbliche e per ampliare ulteriormente i servizi agli utenti. «Nel 2026 abbiamo inoltre avviato un processo di formazione al personale dipendente sul tema della cybersecurity per garantire la tutela dei dati personali degli utenti – aggiunge il sindaco -. Le rilevazioni effettuate negli anni scorsi ci vedevano in crescita e oggi siamo orgogliosi di constatare di aver raggiunto la fascia più elevata, con un miglioramento significativo in tutti gli indici considerati, in particolare per i servizi digitali».

L’indagine ha preso in esame 110 città capoluogo italiane valutando tre aspetti fondamentali: l’offerta di servizi online ai cittadini, l’integrazione con le principali piattaforme digitali nazionali e il livello di maturità nella gestione e condivisione dei dati pubblici.

Secondo Fabio Meloni, amministratore delegato di Deda Next, il 2026 rappresenta un passaggio cruciale per la pubblica amministrazione italiana. «La digitalizzazione di base dei Comuni è sostanzialmente compiuta – spiega -. Ora la vera sfida riguarda l’interoperabilità e la capacità di mettere in relazione dati e servizi per rispondere in modo più efficace ai bisogni dei cittadini». «Sondrio, che affianchiamo con le nostre soluzioni di back-office a supporto dei principali processi strategici e con cui collaboriamo anche sul fronte dei servizi online – aggiunge -, risulta tra gli enti che hanno saputo realizzare una maggiore crescita nella maturità digitale con il Pnrr».

Il risultato ottenuto dal capoluogo valtellinese si inserisce in un quadro generale di forte avanzamento della digitalizzazione dei Comuni italiani. Sono infatti 72 le città che nel 2026 raggiungono un buon livello di maturità digitale complessiva, tra cui anche Lecco, con una progressiva riduzione dei divari territoriali e una crescita significativa anche nei centri di dimensioni più contenute.

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