Cronaca / Sondrio e cintura
Venerdì 16 Gennaio 2026
Sondrio, truffati dei conti correnti: la mediazione fallisce
I clienti, assistiti dall’avvocato Cervati, valutano ora l’arbitrato bancario. La banca nega ogni responsabilità. L’ammontare delle truffe è di 300mila euro.
Sondrio
La mediazione fra le diverse vittime delle truffe dei conti correnti e l’istituto di credito si è conclusa in modo negativo per i ricorrenti, assistiti dall’avvocato Michele Cervati con studio professionale a Colico. L’entità degli esborsi subiti dai clienti seguiti dal legale lecchese ammonta a circa 300mila euro.
«La banca – dichiara l’avvocato Cervati – ritiene di non avere avuto alcuna responsabilità per quanto accaduto e, pertanto, ha respinto l’istanza. Ora, da parte nostra, valuteremo un eventuale ricorso all’arbitrato bancario». Sino a questo momento la controversia non era di carattere giudiziale perché, infatti, si trattava di una mediazione. Se si dovesse instaurare, invece, un arbitrato bancario avrebbe poi valore di giudicato.
«Si è tentata la strada meno invasiva con la banca, molto radicata sul territorio di Valtellina e Valchiavenna – spiega ancora il professionista –. E nel corso di una seduta durata alcune ore, ognuna delle parti coinvolte – io assisto sette persone con residenza in Valtellina (in particolare a Morbegno e Valdisotto), Lecchese e Comasco (un correntista di Cantù) – ha potuto esprimere la propria posizione.
Via remoto ognuno ha raccontato la propria pessima esperienza, entrando nel merito dei fatti di quanto accaduto, manifestando le gravi criticità riscontrate, rappresentando i buchi evidenziati dal sistema di protezione dei dati sensibili da parte dell’istituto bancario, diversamente riteniamo che non sarebbe stato possibile sottrarre le somme di denaro dai conti correnti».
La banca era assistita dall’avvocato Francesco Nobile de Santis del foro di Sondrio, conosciuto in Valtellina anche perché il papà Pasquale è stato per tanti anni uno stimatissimo giudice del Tribunale del capoluogo valtellinese, tra i più preparati in assoluto, prima di ricoprire il ruolo di giudice del Tribunale di Sorveglianza di Varese nella parte conclusiva della sua brillante carriera.
«Non tutto è perduto – aggiunge l’avvocato Cervati del foro di Lecco che segue da vicino i diversi casi con la collega di studio Laura Redaelli e il civilista Andrea Maggioni di Lecco –. Nei giorni scorsi, in Procura a Sondrio, ho incontrato il magistrato assegnatario dell’indagine penale che mi risulta essere in pieno sviluppo. Potrebbero, a breve, emergere elementi utili anche in sede di procedimento civile, a favore delle numerose vittime dei raggiri».
Nel frattempo, purtroppo, non mancano le segnalazioni di altre persone raggirate dai malviventi, ma con il sistema dell’sms sui cellulari per un bonifico falsamente errato con il quale il malfattore promette la restituzione del denaro sottratto per un errore, a patto di indicare i dati Iban sui quali operare il rimborso. Ma si tratta, evidentemente, di situazioni totalmente diverse da quelle di cui l’avvocato imputa la responsabilità all’istituto di credito, ritenuto quest’ultimo colpevole dei «buchi» emersi nel sistema informatico, tanti come fossero quelli del famoso formaggio Groviera svizzero. Emblematico fu anche il recente episodio del pensionato di 75 anni di Valdisotto, invitato a recarsi alla filiale di Bormio della sua banca di fiducia per spostare i soldi su un altro conto corrente, una volta ricevuta la chiamata proprio da un numero di telefono riconducibile a quello del centralino sondriese della banca ed essendo a conoscenza dell’esatto numero di conto corrente del truffato.
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