Sondrio: un solo dermatologo in servizio, Asst chiede aiuto ai privati

Tempi biblici per una visita specialistica. Già sette centri si sono resi disponibili

Sondrio

Garantire il diritto costituzionale alla salute è fondamentale, certo, per Asst Valtellina e Alto Lario, la locale Azienda socio territoriale diretta da Ida Ramponi, che da tempo, almeno da fine 2022, è attiva nella ricerca di specialisti in dermatologia che possano affiancare l’unico dermatologo presente in azienda da alcuni anni, Luigi Speziali. Apprezzato, ma che si trova da solo a gestire una mole di richieste tale da non poterle evadere se non dopo mesi.

Basti dire per poter effettuare una prima visita dermatologica in Asst Valtellina e Alto Lario, oggi occorre attendere otto mesi per una prestazione con priorità B, che sta per “Breve” cioè da evadere entro 10 giorni, e si andrebbe al prossimo agosto, e ben 57 mesi per una priorità D, cioè differita a 30 giorni, per cui si andrebbe al settembre del 2030.

Tempi di attesa indicati da Asst Valtellina e Alto Lario stessa nella recente delibera in cui ha assunto determinazioni in ordine alle visite dermatologiche decidendo per la stipula di contratti di lavoro autonomi con operatori privati della zona già autorizzati alla prestazione di visite ambulatoriali in dermatologia. Il 5 dicembre scorso è stato pubblicato un avviso di interesse rivolto agli operatori privati interessati ad erogare queste visite nei territori dell’Alta, Media e Bassa Valtellina e della Valchiavenna, per conto di Asst, prenotate dagli utenti al Centro unico di prenotazione dell’azienda socio sanitaria territoriale stessa, per un importo complessivo stimato in 100mila euro fino a un massimo di 140mila.

E l’interesse c’è stato, perché sono sette i centri privati resisi disponibili, ovvero la clinica Igea srl di Chiavenna, il Centro medico Cerletti sempre di Chiavenna, la clinica San Rocco di Cosio Valtellino, Meditech e Diva medical center, entrambi di Sondrio, il Medical center San Giuseppe di Voghera, e Blue srl di Villasanta (Monza Brianza).

Questi centri comunicheranno comunicheranno ogni mese alla locale Asst i giorni e gli orari in cui è disponibile il loro dermatologo per la visita dopodiché sempre Asst contatterà direttamente i cittadini per avvisarli dell’appuntamento. Il cittadino dovrà corrispondere il ticket ad Asst prima di effettuare la visita, ticket pari a 25,40 euro, a meno che non sia esente, dopodiché sarà Asst a remunerare il centro privato 120 euro per ciascuna prima visita dermatologica erogata con esclusione, però, di ogni altra prestazione eventualmente erogata a corredo. Ovviamente il centro privato trasmetterà ogni mese il riepilogo delle sedute effettuate in modo da poter procedere al pagamento. Il cittadino, in pratica, prenota e si relaziona sempre e solo col Cup di Asst Valtellina e Alto Lario, paga il suo ticket alle casse aziendali, si reca nel centro in cui è stato preso appuntamento per la prima visita, poi, al resto pensa Asst. Questo, purtroppo, era l’unico modo per uscire da un’impasse senza precedenti, una grave carenza di personale che si trascina da tempo e che, in questa branca, invero, non riguarda solo la locale Asst, ma tutta la sanità pubblica regionale. Sono stati effettuati sette tentativi dal 23 dicembre 2022 ad oggi per rimpinguare i ranghi della Dermatologia a Sondrio, ma non c’è stato niente da fare. Il primo concorso pubblico di fine 2022, ha visto l’unico candidato rinunciare a sostenere le prove d’esame.

L’avviso pubblico del 12 gennaio successivo è andato deserto. Come il terzo concorso bandito il 26 maggio successivo e l’avviso per un incarico di lavoro autonomo emesso lo stesso giorno. Il 22 settembre del 2023 altro tentativo di attrarre dermatologi con un avviso per due posti a tempo indeterminato, andato deserto e nessuno ha risposto nemmeno alla chiama per quattro incarichi di lavoro autonomo del 13 ottobre successivo. E nell’impresa non è riuscito neanche il Niguarda che nel 2024 ha indetto un concorso per tre incarichi a tempo determinato in servizio al 50% in Valtellina, ma i due candidati in graduatoria hanno rinunciato all’assunzione. Non restava che rivolgersi ai privati per motivi di «necessità ed urgenza».

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