Sostegno alle imprese agricole: arriva il credito d’imposta sui carburanti

Credito d’imposta fino al 20% sui carburanti agricoli acquistati a marzo: la misura del Governo arriva in un momento critico per il settore. Coldiretti Sondrio: «Un aiuto concreto contro il caro costi»

Sondrio

Un intervento atteso dal comparto agricolo, che arriva in un momento particolarmente delicato per le imprese del territorio. È questo il senso del nuovo credito d’imposta fino al 20% sulle spese sostenute per l’acquisto di carburanti destinati ai mezzi agricoli, misura accolta con grande favore dalla Coldiretti di Sondrio.

«Una boccata di ossigeno per tutte le aziende agricole del territorio, un risultato importante che arriva alla ripresa della stagione» commenta infatti Sandro Bambini, presidente dell’associazione provinciale, tornando sul tema legato a carburanti, agricoltura e situazione internazionale, commentando l’introduzione dell’agevolazione fiscale.

«Si tratta di una misura attesa e sostenuta da Coldiretti in tutte le sedi istituzionali – ricorda –. Le aziende agricole della provincia di Sondrio stanno già affrontando un aumento senza precedenti dei costi di produzione, aggravato dalle tensioni geopolitiche che incidono direttamente su energia, carburanti e materie prime».

Il provvedimento approvato dal Governo prevede il riconoscimento di un credito d’imposta calcolato sul costo, al netto dell’Iva, di benzina e gasolio acquistati nel mese di marzo 2026, purché documentati da fattura. Il credito, come evidenziano i tecnici dell’organizzazione, potrà essere utilizzato in compensazione entro il 31 dicembre di quest’anno, senza concorrere alla formazione del reddito e risultando cumulabile con altre agevolazioni già in vigore.

Resta ora da attendere il decreto attuativo del ministero dell’Agricoltura, di concerto con quello dell’Economia, che definirà nel dettaglio le modalità operative per accedere al beneficio. Un passaggio fondamentale per rendere concretamente fruibile la misura.

Il contesto in cui si inserisce l’intervento è segnato da forti criticità. Secondo un’analisi Coldiretti su dati del ministero dell’Ambiente, nel 2025 le vendite di gasolio agricolo hanno raggiunto i 2,2 miliardi di litri, di cui circa il 90% destinato all’agricoltura e la restante parte alla pesca. Tuttavia, a causa della guerra in Iran, i prezzi del gasolio agricolo hanno subito un’impennata significativa, passando da circa 0,85 euro al litro fino a 1,45 euro, con rincari superiori rispetto a quelli del diesel ordinario.

A pesare sui bilanci delle imprese non è soltanto il costo dei carburanti. Anche i fertilizzanti registrano aumenti rilevanti, incidendo in modo particolare nella fase delle semine primaverili, quando l’utilizzo delle macchine agricole è indispensabile per la preparazione dei terreni. L’urea, ad esempio, ha raggiunto quota 835 euro a tonnellata, rispetto ai 585 euro precedenti al conflitto, determinando un ulteriore aggravio dei costi di produzione.

In un territorio come quello valtellinese, caratterizzato da un’agricoltura di montagna, queste dinamiche rischiano di compromettere la stabilità delle imprese. «Il nostro modello agricolo, fatto di qualità, sostenibilità e presidio delle aree montane, va difeso e sostenuto – conclude Bambini –. Il credito d’imposta rappresenta un segnale importante, ma è necessario continuare a lavorare per garantire interventi strutturali che permettano alle imprese agricole di affrontare con maggiore stabilità le sfide attuali, tra rincari, tensioni internazionali e necessità di programmare il futuro delle produzioni locali».

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