Stop alle aggressioni in ospedale, firmato il protocollo per la sicurezza degli operatori sanitari

A Sondrio, Prefettura, forze dell’ordine e Asst Valtellina e Alto Lario uniscono le forze per prevenire e contrastare episodi di violenza ai danni del personale sanitario. Particolare attenzione a Pronto soccorso e continuità assistenziale

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Sondrio

L’eco di episodi di violenza perpetrati ai danni di operatori sanitari nelle strutture pubbliche, in particolare, della nostra provincia, sembra lontano, perché recentemente non sono emersi casi eclatanti tanto quanto quelli che hanno tenuto banco fino a pochi anni fa, ma la guardia non può mai abbassarsi. Anzi, fondamentale è lavorare in tandem, forze dell’ordine, istituzioni e azienda socio sanitaria, per rafforzare le misure di prevenzione e contrasto degli episodi di violenza, aggressione e minaccia rivolti agli operatori della sanità.

Questo lo spirito col quale si sono mossi i rappresentanti di Prefettura, Questura, Comando provinciale dei carabinieri di Sondrio, che, ieri mattina, a Palazzo del Governo, si sono riuniti per sottoscrivere un protocollo d’intesa finalizzato alla protezione degli operatori sanitari «che quotidianamente – dicono dalla Prefettura – svolgono un ruolo essenziale per la salute e il benessere della collettività e cui devono essere garantite condizioni di lavoro sempre più sicure».

Il protocollo prevede il consolidamento della collaborazione tra le forze di Polizia e l’Azienda socio sanitaria di Valtelline e Alto Lario attraverso procedure condivise per la gestione delle situazioni di rischio, il rafforzamento dei canali di comunicazione tra le parti, la tempestiva segnalazione degli episodi di violenza e l’adozione di misure organizzative tese a prevenire comportamenti aggressivi nei confronti del personale.

Una particolare attenzione verrà dedicata come sempre alle aree e ai servizi più critici e più esposti al rischio di aggressioni, come i Pronto soccorso e i punti di continuità assistenziale, cioè le ex Guardie mediche. «La sottoscrizione del protocollo rappresenta un importante passo avanti nella costruzione di un sistema integrato di sicurezza a tutela degli operatori sanitari – dice Anna Pavone, prefetto di Sondrio -, e conferma l’impegno condiviso delle istituzioni nel promuovere il rispetto e la tutela del personale sanitario che svolte ogni giorno un’opera preziosa al servizio dei cittadini».

Soddisfatta dell’intesa raggiunta anche Ida Ramponi, direttore generale di Asst Valtellina e Alto Lario per la quale «la firma del protocollo rappresenta un nuovo, decisivo passo verso l’obiettivo da tutti condiviso di tutelare gli operatori socio sanitari per permettere loro di svolgere il lavoro in completa sicurezza. Non possono esserci, del resto, né cura né assistenza di qualità senza la sicurezza di chi è impegnato ogni giorno nei presidi e sul territorio».

Tutte le parti firmatarie del protocollo hanno ribadito che ogni forma di violenza nei confronti degli operatori sanitari è inaccettabile e che la salvaguardia della loro incolumità costituisce una priorità imprescindibile per garantire servizi sanitari efficienti e di qualità a beneficio dell’intera collettività.

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