Strada per Franscia, ci vuole un anno: prima la sicurezza

Assemblea pubblica Il sindaco: «La popolazione ha capito la gravità del problema e come lo stiamo affrontando» «Avevamo creduto alla possibilità di farcela per giugno, ma i lavori non sono finiti». Resta l’ipotesi delle navette.

Lanzada

«Questa sera abbiamo avuto la dimostrazione che la popolazione ha capito la gravità del problema e come lo stiamo affrontando, mettendo in campo tutte le nostre forze, facendo tutto ciò che è possibile fare. Noi ci avevamo creduto, alla possibilità di aprire almeno una carreggiata per fine giugno, ci siamo anche arrivati vicini, ma i lavori in quota non sono finiti, richiedono più tempo e richiedono di essere fatti nel modo più sicuro possibile».

A dirlo è Marco Negrini, sindaco di Lanzada, al termine dell’assemblea pubblica riunita martedì sera nella palestra della ex scuola elementare, per fare il punto della situazione rispetto allo stato dei lavori sopra la galleria artificiale della strada comunale per Franscia, franata l’11 novembre dello scorso anno.

Le baite

Tantissime le persone presenti, di Lanzada, ma anche alcuni caspoggini interessati alla vicenda in quanto possessori di baite in alta quota. La loro è stata una partecipazione assolutamente composta, propria di chi conosce la montagna e capisce che a certe leggi non si può comandare.

Bisogna fermarsi e riflettere sul come procedere evitando conseguenze per le persone.

«L’importante adesso è che non ci siano feriti fra gli operai» dice Battista Rossi, del posto, con la casa a Franscia dalla quale scendeva sempre, da piccolo, a piedi, per raggiungere la scuola.

«Allora era così e la cosa non rappresentava alcun problema per noi – dice Rossi -. I miei genitori salivano con le mucche a Franscia a maggio e non bambini scendevamo a Lanzada a piedi e non ci facevamo neanche caso. Adesso c’è bisogno di ogni comodità, ma secondo me si potrebbe pure provare a salire a piedi come una volta, forse la montagna sarebbe anche più rispettata».

Soluzione temporanea

Dal novembre dello scorso anno, in effetti, solo a piedi si può salire, dal vecchio sentiero sul quale si vorrebbero convogliare le persone, residenti e turisti, interessati a raggiungere l’alta quota da giugno in avanti grazie a quattro pulmini navetta da otto posti ciascuno che metterebbe a disposizione l’amministrazione.

«Due a noleggio e due acquistati, che restano in dote al Comune anche per futuri viaggi navetta – dice il sindaco - , che possano percorrere il tratto fra la zona della miniera Bagnada e Franscia-Campo Moro, con viaggi ogni 10-15 minuti. Li porteremmo oltre la strozzatura con l’elicottero e lì resterebbero per garantire questo servizio a beneficio soprattutto delle attività ricettive in quota. Certo, l’operazione ha un costo, stimato in 150mila euro, però, abbiamo trovato appoggio anche in Regione e questo ci conforta parecchio».

Cronoprogramma

Quanto alla strada in sé, per poterla avere completamente finita ci vorrà parecchio tempo.

«Almeno un anno – assicura Francesco Nana, vicesindaco di Lanzada -. Prima dobbiamo bonificare la nicchia di frana dove insiste ancora un blocco da 500 metri cubi che va staccato. Le ditte, Geomont e Nana Costruzioni ci stanno lavorando, non hanno mai smesso di lavorare, ma il maltempo non aiuta».

Tutti a Lanzada hanno stampato in mente cosa accaduto il 4 dicembre dello scorso anno con la morte di un giovane operaio specializzato in seguito a un incidente elicotteristico e non vogliono che altri sinistri si verifichino. Sono disposti ad aspettare purché si garantisca la sicurezza.

Per la bonifica del versante ci sono a disposizione 2,2 milioni di euro, ma un altro milione e mezzo servirà poi per costruire i tratti di strada distrutti.

. Video di Elisabetta Del Curto Strada per Franscia: “Prima la sicurezza”

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