Strada per Franscia: pronto il progetto per la messa in sicurezza

L’obiettivo è aprire una carreggiata entro giugno. Il sindaco: «Siamo fiduciosi»

Lanzada

Il progetto per la pulizia e la messa in sicurezza del versante franato sulla strada per Franscia, a Lanzada, è stato redatto e presentato in Comune pochi giorni fa, sono state richieste ed effettuate piccole modifiche, ed ora è pronto per essere approvato.

«Questa settimana andremo all’approvazione – dice Marco Negrini, sindaco di Lanzada – in modo da poter partire con i lavori entro fine mese. Prima era persino inutile, perché non c’erano le condizioni meteo per poter operare sul versante. Abbiamo avuto parecchia neve e anche qualche piccolo movimento nella parte alta della zona franata che un po’ fa anche comodo perché significa che dobbiamo andare a lavorarci meno con i disgaggi, però aumenta il pericolo per la zona sottostante. Tant’è che abbiamo ribadito alla cittadinanza l’importanza di non addentrarsi nella zona rossa, già off limits, però ricordarlo non fa mai male». Si parla di un intervento di messa in sicurezza da 300mila euro, riferito soprattutto alla zona di nicchia della frana, la parte del distacco posta più in alto, sopra la galleria artificiale, che verrà eseguito dalla ditta Lorenzo Nani del posto «sempre con l’obiettivo di arrivare ad aprire almeno una carreggiata della strada per giugno – precisa il sindaco -. I tempi per farcela ci sono, salvo imprevisti e impedimenti, una via di accesso a Franscia e all’alta quota per l’estate vorremmo proprio garantirla».

Che è poi quanto il sindaco e la sua Giunta hanno riferito martedì scorso a tutti gli operatori economici con attività a Le Prese, Franscia e Campo Moro in una riunione ad hoc. «Li abbiamo incontrati nella sala consiglio del Comune e sono venuti tutti, quasi una trentina di persone – dice Marco Negrini -. Confermando ancora una volta la loro grande disponibilità ad affrontare questa emergenza in modo collaborativo anche se il momento per tutti loro e per Lanzada è molto difficile. Ci sono i rifugi, gli agriturismi, gli alberghi di Franscia e Campo Moro chiusi, quando in inverno hanno sempre lavorato e anche bene, ci sono le attività di cava e minerarie in difficoltà, le attività agricole uguale, insomma, non è facile per nessuno far fronte a questa situazione. Come Comune l’impegno è massimo, ma è chiaro che oggettivamente la situazione è pesante. Riuscire a dare un accesso all’alta quota per giugno sarebbe davvero importante».

In prospettiva si pensa anche a ristori per le attività che hanno subito chiusure e contraccolpi dall’accaduto. «Anche questo un tema che abbiamo presente, ma che affronteremo un po’ più avanti, quando l’emergenza volgerà al superamento – dice Negrini -. C’è un ente bicamerale in provincia che assicura ristori alle attività iscritte, poi, come Comune, ci attiveremo anche in house per aiutare nel limite del possibile le nostre attività in che modo e con quali forme vedremo». Al pari si lavora anche al ripristino del manto del campo di calcio di Tornadri, rovinato dai crolli con addirittura un masso ciclopico finito al suo interno. In primavera ripartirà l’attività della squadra locale di calcio a 5 per cui il campo in fondo sintetico serve per la preparazione atletica

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