Cronaca / Sondrio e cintura
Lunedì 27 Luglio 2026
Il padre ha un attacco di cuore, 16enne lo salva grazie alle manovre di primo soccorso imparate al liceo
Lo studente di Tirano ha applicato le manovre rianimatorie apprese al liceo Donegani di Sondrio. Il massaggio cardiaco ha salvato il padre di 64 anni.
Lettura 3 min.Sondrio
Non se lo sarebbe mai aspettato, Ivan Rossi, 16 anni, di Tirano, studente in Scienze applicate del liceo scientifico Carlo Donegani di Sondrio, di dover mettere in pratica proprio su suo padre, quanto appreso durante il corso di primo soccorso tenuto in classe dagli operatori di Valtellina soccorso. Invece, è andata proprio così.
A tre mesi dalla formazione, avvenuta ad aprile, ciò che sembrava destinato a rimanere sulla carta, è risultato fondamentale per salvare una vita. In questo caso addirittura la vita del proprio genitore.
Un qualcosa che ha spinto Ivan ad uscire allo scoperto, innanzitutto ringraziando gli operatori di Valtellina soccorso che gli hanno dato la possibilità di imparare le tecniche messe in pratica, quindi la scuola, e in primis gli insegnanti di scienze motorie Alex Salvetti e Nicoletta Negri, che hanno partecipato in modo convinto alla sessione, e tutti coloro che hanno promosso e avallato questa iniziativa formativa in ambito scolastico.
«Ho partecipato in modo convinto al corso, perché ho capito subito che poteva essere molto interessante conoscere queste tecniche per poterle applicare in caso di bisogno – dice Ivan –, anche se mai più pensavo di doverlo, poi, effettivamente fare, tanto più su mio padre. Però, ora che mi è capitata questa cosa, ho capito ancor più quanto sia importante conoscere il primo soccorso. Fondamentale, perché se non avessi scaricato durante il corso l’app Where are U e non avessi appreso le manovre rianimantorie di base, non avrei saputo cosa fare il 9 luglio scorso quando mio papà è stato male. Sarei rimasto, lì, impotente, davanti al papà svenuto e privo di battito».
Invece Ivan, innanzitutto ha capito subito che le cose si stavano mettendo male, e quando è diventato acuto, ha preso in mano la situazione senza paura.
«Tutto è iniziato nel tardo pomeriggio quando mio papà, 64 anni, ha iniziato ad avvertire un peso al petto e un irrigidimento al braccio – dice Ivan -. Si è steso sul divano e mia mamma mi ha mandato in farmacia a prendere degli antidolorifici. Li ha presi e si è calmato. Ha dormito un poco, poi, dicendo di stare meglio, si è alzato per cena. Ha cenato e sembrava tutto ok, ma io non ero convinto. Mi sono ritirato in camera mia a ripassare nella mia testa tutte le manovre rianimatorie apprese al corso, perché ho avuto la sensazione che potessero tornarmi utili. Di lì a un attimo mi ha chiamato mia mamma dalla cucina dicendomi che il papà stava male. Infatti, era seduto sulla sedia del tutto privo di conoscenza. Non respirava, era senza battito. Allora lo abbiamo steso a terra come mi hanno insegnato al corso, ho chiamato i soccorsi tramite l’app where are U, poi ho iniziato il massaggio cardiaco, mentre mia mamma si intratteneva con gli operatori di Areu e mia sorellina scendeva in strada per accogliere i soccorritori in arrivo. Per nove minuti ho continuato a massaggiare il cuore del papà come mi hanno insegnato al corso, fino all’arrivo dei soccorritori di Areu che hanno preso in mano la situazione ed hanno continuato le operazioni. Sono convinto di averlo fatto male, il massaggio, tecnicamente, ma sono altrettanto convinto che è stato fondamentale per salvargli la vita, per questo vorrei che tutti capissero l’importanza di apprendere queste tecniche salvavita».
È un fiume in piena Ivan, di una felicità incontenibile per quanto è riuscito a fare, e soddisfatto soprattutto di aver prestato attenzione alle lezione di primo soccorso a scuola.
«Non tutti capiscono sulle prime l’opportunità di apprendere che ci viene data – dice – e per questo voglio lanciare questo messaggio, ribadire l’importanza di seguire questi corsi e se non si ha la possibilità di farlo, scaricare dei tutorial da internet. Ce ne sono di ben fatti, che aiutano ad affrontare questi momenti. E poi scaricare l’app Where are U, perché assicuro che non dover comporre il numero dell’emergenza in momenti di panico totale è molto importante».
Ora il papà di Ivan è in netta ripresa. È stato ricoverato in Cardiologia a Sondrio e sottoposto ad intervento chirurgico ed ora è quasi tornato quello di sempre anche grazie a suo figlio.
«Siamo felici di aver contribuito a salvare una vita – dicono da Valtellina soccorso gli istruttori che hanno fatto formazione al Donegani -, quanto accaduto ad Ivan ci conferma di essere sulla strada giusta. Per noi la formazione è molto importante. Facciamo dalle due alle tre lezioni di primo soccorso alla settimana, anche nelle scuole e il polo liceale Donegani è sensibile da tempo a questa tematica. Poi non tutti gli studenti sono attenti allo stesso modo, ma vogliamo lanciare una lancia in favore dei ragazzi di oggi, perché sembra che non ascoltino, mentre, in realtà, sono molto più in gamba di quanto pensiamo».
Al fianco di Ivan Rossi e di tutti gli studenti delle terze del Donegani, cui è stato fornito il corso di sei ore complessive, ad aprile, c’erano Daniele Branchi, Paola Viganò, coordinatrice della sede di Sondrio del sodalizio, Manuela Ramponi e Maria Cristina Marveggio. Sono stati loro a trasferire le tecniche di base ai ragazzi, e, oggi, sono felici, di questo feed back in positivo giunto dal loro testimonial per antonomasia, il giovane Ivan.
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