Tirano, morsa al volto dal cane della vicina: risarcimento da 108mila euro

La sentenza del Tribunale di Sondrio per un’aggressione avvenuta nel 2019. La donna, allora 29enne, aveva riportato ferite gravi, con cinquanta punti di sutura e conseguenze permanenti

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Tirano

Si era avvicinata al cane della vicina per accarezzarlo, ma il Labrador l’aveva azzannata al volto, provocandole lesioni gravi e conseguenze che si sono protratte negli anni. A distanza di sette anni dall’aggressione, avvenuta nell’ottobre 2019 a Tirano, è arrivato il riconoscimento di un risarcimento da 108mila euro per la donna, che all’epoca aveva 29 anni. A stabilirlo è stato il Tribunale di Sondrio, che ha riconosciuto la responsabilità della proprietaria dell’animale.

La giovane si era chinata per accarezzare il cane, quando è stata improvvisamente morsa al viso. La violenza dell’attacco le aveva fatto perdere i sensi e provocato una forte emorragia. Soccorsa dal 118, era stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Sondrio, dove i medici le avevano applicato cinquanta punti di sutura, rimossi il 19 novembre successivo.

Le ferite hanno lasciato cicatrici e conseguenze funzionali. Secondo quanto riferito dai legali della donna, negli anni successivi ha dovuto affrontare interventi, visite e cure, continuando a fare i conti con dolori al contatto, ipersensibilità al freddo e difficoltà in gesti quotidiani come sorridere e masticare. Ripercussioni anche sulle attività legate al suo percorso di studi in Biologia marina e alla futura professione: persino le immersioni e l’utilizzo del boccaglio le avrebbero provocato dolore.

Dopo l’aggressione, i tentativi di raggiungere un accordo con la compagnia assicurativa della proprietaria non avevano avuto esito. La vicenda è quindi arrivata in Tribunale, dove è stata disposta una perizia medico-legale. Il consulente ha rilevato che le cicatrici potranno forse migliorare, ma non essere eliminate del tutto neppure con un intervento estetico, confermando inoltre la compromissione di alcune funzionalità.

Il giudice ha condiviso le conclusioni del perito e riconosciuto, oltre al danno fisico, anche quello morale legato alle conseguenze dell’aggressione sulla vita della donna. La sentenza richiama il principio della responsabilità del proprietario o di chi ha in uso l’animale per i danni provocati, salvo che venga dimostrato il caso fortuito. Nel caso di Tirano, secondo quanto ricostruito nel procedimento, non è emerso un comportamento di provocazione o minaccia da parte della vittima.

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