Cronaca / Sondrio e cintura
Giovedì 18 Giugno 2026
Tour de Suisse in Valtellina, la soddisfazione di Gigi Negri: «Ci ha stupiti»
«La bicicletta riesce sempre a regalare grandi sorprese – le parole del direttore del Consorzio turistico Media Valtellina, da anni impegnato nella promozione del cicloturismo in provincia di Sondrio –. Organizzo eventi ciclistici da oltre vent’anni e pensavo che il Giro d’Italia rappresentasse il massimo. Invece il Tour de Suisse ci ha stupiti davvero molto»
Lettura 2 min.Sondrio
Tra i principali artefici del successo della tappa sondriese del Tour de Suisse c’è Pierluigi “Gigi” Negri, direttore del Consorzio turistico Media Valtellina e da anni impegnato nella promozione del cicloturismo in provincia di Sondrio. «La bicicletta riesce sempre a regalare grandi sorprese – sono state le sue parole –. Organizzo eventi ciclistici da oltre vent’anni e pensavo che il Giro d’Italia rappresentasse il massimo. Invece il Tour de Suisse ci ha stupiti davvero molto». Un risultato favorito da diversi fattori: «Sapevamo che sarebbe stata una partenza storica, la prima volta che la corsa svizzera prendeva il via da un Paese straniero. A questo si sono aggiunte alcune circostanze fortunate, come la presenza contemporanea delle gare maschile e femminile e l’entusiasmo generato da corridori come Tadej Pogacar, capace di avvicinarsi al pubblico nonostante fosse blindatissimo e di farsi anche fotografare mentre mangiava i pizzoccheri».
Dietro il successo dell’evento, però, c’è stato soprattutto un enorme lavoro organizzativo. «È stato persino più impegnativo di una tappa del Giro d’Italia – ha spiegato Negri –. Il percorso ha coinvolto 32 comuni e richiesto il presidio di oltre 500 punti lungo il percorso. Forze dell’ordine e volontari sono stati impegnati per un’intera giornata in un dispiegamento di energie davvero straordinario. Fortunatamente l’esperienza accumulata negli anni ci ha aiutato molto». Per quanto riguarda il segreto per portare in Valtellina la Grande Partenza del Tour de Suisse, Negri non ha dubbi: «La perseveranza. Abbiamo continuato a crederci e a lavorarci. Determinante è stata anche l’esperienza dello scorso anno a Piuro: gli organizzatori svizzeri rimasero colpiti dal territorio e dall’organizzazione». Da quella che inizialmente sembrava una battuta è nata un’opportunità che alla fine si è concretizzata: «Al termine della tappa dell’anno scorso in Valchiavenna dissi scherzando agli organizzatori che, non avendo il Giro d’Italia l’anno successivo, avremmo potuto ospitare la Grande Partenza del Tour de Suisse. Un mese dopo mi hanno chiamato, ci siamo incontrati a Zurigo e abbiamo trovato l’accordo».
Negri sottolinea inoltre come il lavoro del Consorito turistico Media Valtellina non si limiti ai grandi eventi. «Seguiamo numerosi progetti legati al cicloturismo, come l’Enjoy Stelvio Valtellina. Questa è solo una parte di un percorso più ampio che punta a valorizzare il territorio attraverso la bicicletta». Infine, un pensiero alle condizioni meteo che hanno accompagnato la manifestazione. «Abbiamo avuto due giornate splendide. Per gli eventi all’aperto il tempo conta moltissimo. Le immagini televisive hanno mostrato tutta la bellezza della Valtellina: un territorio spettacolare che ha saputo conquistare il pubblico e gli appassionati».
A tracciare un bilancio della giornata è anche Paolo Pedrazzi, presidente della sezione sondriese della Federazione ciclistica italiana. «È stata una giornata eccezionale, sia con la gara femminile del mattino sia con quella maschile del pomeriggio. Un evento che resterà nella memoria della città di Sondrio, della provincia e dell’intera Valtellina», ha dichiarato Pedrazzi. Il presidente della Fci di Sondrio ha voluto evidenziare la grande partecipazione del pubblico lungo il percorso: «Fin dalle prime ore del mattino tantissimi appassionati hanno affollato le strade, e nel pomeriggio la presenza è stata ancora più massiccia. A rendere la giornata ancora più speciale è stato il terzo posto di Andrea Bagioli, che ha saputo onorare al meglio la sua città con una prova eccezionale».
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