Tragedia a Chiareggio, firme di solidarietà al sindaco condannato

Molti i sostenitori del documento in Valle Iniziativa nata dalla vicenda della frana in Valmalenco Si mira a una riforma legislativa sulle responsabilità

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Chiesa in Valmalenco

Promuovere una riforma legislativa che definisca in maniera più chiara ed equilibrata la responsabilità degli amministratori locali e degli operatori di protezione civile.

È l’obiettivo della petizione nazionale lanciata dalla Community “Se sei sindaco”, spazio di confronto e condivisione di cui fanno parte 509 primi cittadini di tutta Italia, e indirizzata ai presidenti di Anci, Associazione nazionale Comuni italiani, e di Uncem, Unione nazionale Comuni, Comunità ed enti montani, perché chi è chiamato a garantire la sicurezza dei cittadini sia effettivamente messo nelle condizioni di farlo.

Un’iniziativa nata dalla vicenda di Chiareggio di Chiesa in Valmalenco, del 12 agosto 2020, quando sotto una grossa frana morirono tre turisti affezionati del posto, fra cui una bambina di soli 10 anni, e il padre e la madre di un bimbo di cinque anni, scampato per miracolo alla frana, ma con ben 77 giorni di prognosi.

Dopo sei anni, il procedimento aperto in Tribunale a Sondrio è andato a sentenza con tre imputati condannati e due assolti.

Precisamente si parla di una condanna a due anni di reclusione per il sindaco attuale di Chiesa, Renata Petrella, per chi l’ha preceduta, Miriam Longhini, e per il responsabile dell’Ufficio lavori pubblici dell’Unione della Valmalenco, Elio Dioli. Pena sospesa per tutti, mentre il risarcimento danni verrà liquidato in separata sede con una provvisionale complessiva di 180mila euro a fronte di richieste delle parti civili per nove milioni e 750mila euro.

Le motivazioni della sentenza arriveranno fra 120 giorni e scaturiranno sicuramente ricorsi in appello, ma, nel mentre, il sindaco di Chiesa si è attivato anche sul fronte più “politico” riunendo dapprima tutti i sindaci della provincia di Sondrio a Palazzo Muzio per un confronto sul tema, e quindi attivandosi presso la Community “Se sei sindaco” che ha condiviso il tema e ha avviato la petizione.

Al momento i firmatari sono 257 con 189 firme già confermate fra cui quelle dei sindaci di Andalo, Valtellino, Ardenno, Campodolcino, Castello dell’Acqua, Cedrasco, Cercino, Chiavenna, Chiesa, in Valmalenco, Civo, Colorina, Cosio Valtellino, Dubino, Fusine, Lovero, Montagna in Valtellina, Novate Mezzola, Piantedo, Piateda, Piuro, Prata Camportaccio, Sondalo, Tartano, Tirano, Torre di Santa Maria, Traona, Villa di Tirano.

«La sicurezza dei cittadini richiede Comuni messi nelle condizioni di agire. Poteri chiari, competenze tecniche e risorse adeguate: è il momento di chiederli insieme - è scritto nella petizione -. Chiediamo quindi ad Anci e Uncem di aprire un confronto istituzionale per una riforma della responsabilità dei sindaci nelle emergenze, a partire dalla prossima assemblea promuovendo un tavolo di lavoro con amministratori locali, esperti giuridici e rappresentanti della protezione civile così da arrivare ad un disegno di legge da proporre in Parlamento».

E ancora: «Questo perché la sicurezza dei cittadini non si garantisce scaricando ogni responsabilità sul sindaco, ma costruendo un sistema nel quale competenze, poteri, risorse e responsabilità siano realmente proporzionati».Vengono chiesti, in particolare, personale qualificato, strutture tecniche e finanziamenti adeguati a garanzia della sicurezza del territorio, criteri chiari e proporzionati per le emergenze, con informazioni conoscibili prima dell’evento, verifiche tempestive su previsioni, allertamento e comunicazioni, con dati tracciabili e compiti definiti per ogni livello istituzionale.

E, come anticipato, un tavolo di confronto sul tema per addivenire a una vera e propria riforma del settore in questione.

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