Cronaca / Sondrio e cintura
Domenica 08 Febbraio 2026
Tragedia di Albosaggia, Sebastiano morto mentre cercava di soccorrere i due fratelli travolti dalla valanga
Dalla procura della Repubblica di Sondrio è giunto il nulla osta alla sepoltura dei due appassionati della montagna travolti da un muro di neve. In lutto le comunità di Sondrio e Sondalo. Fuori pericolo Igor Muscetti
Albosaggia
Quanto accaduto sabato a mezzogiorno sul Meriggio, a quota 2300 metri, nel territorio comunale di Albosaggia, è al vaglio dei militari del Sagf, il Soccorso alpino della Guardia di finanza di Sondrio, competente in tutti i casi in cui si tratti di incidenti in montagna.
E quello di sabato è stato un incidente di grande impatto, considerato che il distacco valanghivo partito poco sotto la cima del Meriggio, sul versante nord, ha travolto tre persone, due delle quali recuperate dai soccorritori prive di vita, mentre una terza è stata tratta in salvo ed elitrasportata all’ospedale di Sondrio in codice rosso, ma domenica, dichiarata fuori pericolo.
La peggio è toccata, come è noto, a Sebastiano Erba, 35 anni, di Sondrio, sposato con Elena Paindelli e padre di due bambine di 3 anni non ancora compiuti e di sei mesi, terzogenito di Marcella Fratta, assessore alla Cultura del Comune di Sondrio, e di Mario Erba, vice direttore di Bper, e ad Alfio Muscetti, 46 anni, sposato e padre, nato e cresciuto a Sondalo, ma residente con la famiglia a Tirano.
Muscetti era salito sul Meriggio per un’uscita scialpinistica col fratello Igor, finita, però, molto male. Di lì a poco, infatti, la coltre nevosa si è mossa e il versante decisamente ripido è stato interessato da una valanga che li ha travolti in pieno. Sebastiano Erba, salito anche lui in quota in solitaria con il suo cane, come era solito fare, ha assistito alla scena e, di getto, si è prodigato per soccorrere i due fratelli e, nel farlo, è stato a sua volta travolto dalla massa nevosa.
A lanciare l’allarme sono stati altri scialpinisti giunti sul posto poco dopo e che hanno notato la presenza di racchette lungo il versante franato, hanno capito che qualcosa era successo ed hanno chiamato i soccorsi.
In un attimo la cima del Meriggio è stata circondata da elicotteri. È arrivato EliSondrio da Caiolo, EliBergamo, e poi, da Malpensa è salito l’elicottero Drago dei vigili del fuoco, mentre da Livigno, dove erano di stanza in assetto olimpico, sono scesi sia un secondo elicottero dei vigili del fuoco, sia il velivolo in dotazione al Sagf, Soccorso alpino della Guardia di finanza. Entrambi, questi ultimi, dotati di sistema di rilevazione del segnale del cellulare, Imsi catcher, molto importante per individuare il traumatizzato sotto la neve.
Un po’ da terra e un po’ dall’aria, quindi, le persone sepolte sono state individuate e liberate dalla neve. Il primo ad essere rintracciato, già privo di vita, è stato Sebastiano Erba, il quale, in base a quanto rilevato dal medico necroscopo che ha effettuato la ricognizione cadaverica domenica mattina all’obitorio dell’ospedale di Sondrio, Antonino Gallucci, non è morto per asfissia, ma per il trauma da rotolamento subìto. L’ipotesi è che, rotolando a valle in mezzo alla neve, abbia potuto anche battere il capo contro una pietra.
Subito dopo è stato individuato uno dei fratelli Muscetti, Igor, estratto dalla neve ancora vivo anche se le condizioni non apparivano affatto buone, tant’è che è stato elitrasportato subito in ospedale a Sondrio in codice rosso, indice di media gravità, ma è stato dichiarato fuori pericolo e potrebbe anche essere dimesso a breve.
Più difficile, invece, è stato rintracciare suo fratello Alfio. Dopo attenta ricognizione da parte di tutti i soccorritori, lo hanno individuato sotto la neve i tecnici del Soccorso alpino fluviale dei vigili del fuoco, i quali hanno lavorato alacremente per estrarlo e consegnarlo al personale sanitario. Ma nonostante i ripetuti tentativi di rianimazione attuati, il suo cuore non si è più ripreso.
Immediatamente dopo è stata bonificata tutta l’area e si è escluso che potessero esserci altre persone sotto la valanga.
Sul posto sono tornati domenica per un sopralluogo i militari del Sagf, guidati dal comandante Christian Maioglio, impegnati nei rilevamenti del caso e nella raccolta delle testimonianze di chi è transitato in zona.
Una tragedia che ha scosso tutto il mondo scialpinistico, ma anche gli stessi soccorritori. Tutti si sono dati da fare: Sagf, Corpo nazionale del soccorso alpino, vigili del fuoco, Areu; informati anche i carabinieri, ma il bilancio della tragedia non ha potuto essere più leggero.
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