Tragedia di Chiareggio: le parti civili chiedono 9,75 milioni di risarcimento

Il 12 agosto 2020 tre persone morirono sotto il distacco di 17mila metri cubi piombati a valle dal Nevasco, nella perla della Valmalenco. A perdere la vita una coppia di Varese in vacanza e la figlia di amici

Chiareggio

Ammonta a nove milioni e 750mila euro il risarcimento complessivo chiesto dalle parti civili al giudice che presiede il rito abbreviato per i fatti di Chiareggio del 12 agosto 2020. Furono tre, in quella triste giornata, i morti sotto il distacco di 17mila metri cubi piombati a valle dal Nevasco, nella perla della Valmalenco, una coppia di Varese in vacanza e la figlia di amici che era salita in auto con loro e col loro figlioletto, Leo, cinque anni, l’unico scampato alla tragedia.

Oggi in tribunale a Sondrio la seconda udienza del rito abbreviato in cui hanno parlato gli avvocati di parte civile, mentre per le difese è stato disposto il rinvio al 9 luglio prossimo. Presente, come sempre, il sindaco di Chiesa in Valmalenco, Renata Petrella, chiamata a rispondere di omicidio e lesioni colpose oltre che della mancata osservanza del piano di assetto idrogeologico di Chiesa e del codice ambientale insieme ai tre sindaci che l’hanno preceduta, Miriam Longhini, Cristian Pedrotti e Fabrizio Zanella e al dirigente dell’ufficio lavori pubblici all’epoca dei fatti. Presenti anche i genitori e il fratello della bimba morta nella tragedia, Alabama Guizzardi, del Varesotto.

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