«Uomo empatico e chirurgo di eccezionale manualità», i colleghi ricordano Gianantonio Redaelli

Commozione a Sondrio per la scomparsa a 86 anni del primario di Otorinolaringoiatria dell’ospedale cittadino

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Sondrio

Grande commozione a Sondrio per la morte di Gianantonio Redaelli, 86 anni, sposato con Valeria e padre di Silvia e Gabriele, molto conosciuto per la sua annosa attività di primario di Otorinolaringoiatria nell’ospedale della città.

«Un autentico personaggio – assicura Giuliano Pradella, anestesista-rianimatore, già fondatore dell’elisoccorso a livello nazionale e già direttore sanitario prima dell’ospedale di Sondalo poi di Aovv, Azienda ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna -. Con Gianantonio ho condiviso molto sia in ospedale a Sondrio sia a Gravedona, quando siamo approdati nel 2002 per aprire il reparto di Otorino in quella realtà. È stato primario a Sondrio per quasi 24 anni e tutti lo ricordano per la sua eccezionale manualità. Era bravissimo nel suo campo, nella chirurgia testa-collo, e sapeva affrontare anche interventi molto complessi di chirurgia della tiroide e maxillo-facciali con ottimi risultati. Un grande lavoratore, instancabile, perché ricordo anche sale operatorie da 12-14 ore filate, lui chirurgo e io anestesista-rianimatore. E ancor più una persona molto disponibile verso i pazienti, empatico, brillante, capace di andare incontro alle esigenze di tutti, senza riserve».

Di Redaelli, Pradella ricorda anche l’entusiasmo nell’organizzare per parecchi anni, a Bormio, le Giornate bormiesi di otorinolaringoiatria dedicate ai luminari italiani del settore, con anche momenti ludici e gare sugli sci. Lo stesso Pradella, domenica, nella sala del commiato delle onoranze funebri Sof, dove è stato salutato da famigliari, colleghi e amici, con recita del Rosario e benedizione, lo ha ricordato con un toccante pensiero cui si è aggiunto anche quello del collega cardiologo Stefano Giustiniani.

«Siamo onorati dalla grande vicinanza mostrata dai colleghi – dice Silvia Redaelli, figlia del medico scomparso -, perché il papà è stato un egregio medico e la sua casa era l’ospedale. È mancato lì dopo pochi giorni di ricovero, ma per cinque anni e mezzo è stato assistito sempre a casa, da mia mamma, da me e dalla badante Tatiana Pellizzatti, che gli è stata e ci è stata vicina in tutto. Aveva accusato un’emorragia cerebrale alcuni anni fa e, da allora, è stato un lento declino acuitosi negli ultimi due anni e, in particolare, negli ultimi cinque mesi. Nonostante le difficoltà, però, papà, quando cominciava a parlare di medicina non sbagliava un colpo. Anche ultimamente sembrava un oratore a un congresso internazionale, incredibile».

Redaelli era rimasto vittima anche di un terribile incidente stradale avvenuto nel settembre del 2011 a Berbenno, di rientro da Gravedona. Forse un colpo di sonno gli aveva fatto perdere il controllo del mezzo, di cui uno scontro frontale con un’altra auto e entrambi i conducenti in gravi condizioni. Si sono salvati, ma si era trattato di un brutto colpo non privo di strascichi.

Oggi, nel ruolo di papà Gianantonio, in ospedale a Sondrio, c’è suo figlio Gabriele, primario di Otorinolaringoiatria, mentre la figlia Silvia ha scelto Giurisprudenza. Le ceneri del medico sono state tumulate vicino alle tombe dei suoi genitori in cimitero a Sondrio.

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