Uranio in Val Vedello, riaperto dossier

La società canadese Zenith Energy vuole comprendere l’effettiva consistenza del potenziale giacimento Avviata una fase preliminare di valutazione ambientale e di sicurezza - I primi risultati tra fine anno e metà 2027

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Piateda

Una valutazione ambientale approfondita per consegnare (anche) alla popolazione un quadro preciso della situazione e, solo successivamente, qualora non emergessero elementi ostativi, l’avvio di una nuova campagna esplorativa.

Dopo decenni di silenzio seguiti al referendum sul nucleare del 1987, il tema dell’uranio torna al centro dell’attenzione in Italia e in provincia di Sondrio. La crisi energetica internazionale e le tensioni geopolitiche hanno infatti evidenziato la fragilità dei sistemi di approvvigionamento, riaprendo il dibattito sull’autonomia energetica nazionale e riportando l’interesse sul nucleare e di conseguenza sulle miniere della Val Vedello, nel territorio comunale di Piateda.

Le prime campagne esplorative nell’area montana valtellinese degli anni Sessanta portarono all’individuazione di quello che ancora oggi viene indicato da qualcuno come il più importante giacimento uranifero italiano. Una definizione che richiede però cautela: il sito non è mai stato completamente esplorato – le ricerche minerarie furono interrotte da Eni nel 1983 - e poi perché, come ricordano gli esperti del settore, il sottosuolo è sempre misterioso.

È comunque noto che nelle rocce della valle orobica, così come nel sito di Novazza, in provincia di Bergamo, siano presenti mineralizzazioni contenenti uranio.

Per questo a oltre sessant’anni dalle prime esplorazioni, la società canadese Zenith Energy, guidata dall’amministratore delegato italiano Andrea Cattaneo, riapre il dossier. L’obiettivo è comprendere l’effettiva consistenza del potenziale giacimento presente sotto la montagna.

Secondo stime storiche elaborate da Agip Nucleare e Cnen, nell’area sarebbero presenti circa 6mila tonnellate di ossido di uranio, contro le circa mille tonnellate stimate nel giacimento di Novazza. Numeri che, se confermati, renderebbero il sito valtellinese uno dei più rilevanti a livello nazionale. Già nel 2006 la compagnia australiana Metex aveva manifestato interesse per la Val Vedello.

Zenith Energy, nata nel comparto oil & gas e progressivamente orientatasi verso energie alternative, in particolare solare e nucleare, ha avviato una fase preliminare di valutazione ambientale così come prevista dalla normativa italiana. L’obiettivo è verificare le condizioni di sicurezza del sito, inclusi gli aspetti legati alla radioattività naturale dell’area.

I risultati della campagna dovrebbero arrivare tra la fine dell’anno e la metà del prossimo. Prima saranno disponibili quelli relativi a Novazza, dove le verifiche sono iniziate in anticipo e dove, secondo le prime indicazioni, non sarebbero emerse criticità. Considerata la vicinanza geologica tra i due territori, i dati bergamaschi potrebbero offrire indicazioni utili anche per il sito valtellinese.

Cattaneo, che è anche autore di un libro dedicato al nucleare e alle prospettive energetiche legate all’uranio, ha recentemente illustrato agli investitori internazionali le potenzialità economiche dei siti italiani. L’interesse del mercato resta elevato anche alla luce della scarsità di uranio in Europa: secondo le stime disponibili, circa il 25% delle risorse europee si troverebbe in Svezia, mentre ulteriori presenze significative sarebbero localizzate in Spagna, sui Monti Metalliferi, e nei due storici siti italiani di Novazza e della Val Vedello, appunto.

L’uranio materia prima strategica resta comunque alquanto delicata. Se da un lato rappresenta una risorsa chiave per la produzione di energia nucleare a basse emissioni, dall’altro continua a trascinarsi il peso storico e simbolico legato agli armamenti atomici e ai rischi ambientali. Con tutto ciò che questo comporta.

Sul piano energetico, il nucleare è considerato una fonte ad altissima densità produttiva: una centrale nucleare è infatti in grado di generare quantità di energia molto superiori rispetto, ad esempio, a singoli impianti fotovoltaici.

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