Cronaca / Sondrio e cintura
Giovedì 15 Gennaio 2026
Valmalenco, il ricordo di Bambi è vivo: l’oasi accoglie nuovi cervi
L’oasi ecofaunistica prosegue l’attività divulgativa e di ricovero di animali, nonostante la perdita del “cervo simbolo”. In arrivo tre esemplari da Lecco.
Chiesa in Valmalenco
Il bellissimo cervo Bambi, per ospitare il quale l’oasi ecofaunistica della Valmalenco di Braciascia di Chiesa era sorta, non è più presente in carne e ossa, stroncato da una parassitosi il 29 settembre dello scorso anno, ma è vivo il suo ricordo ed è grazie a lui se questa realtà non solo ha preso forma, ma continuerà ad esistere, ad ospitare cervi che non possono essere reimmessi in natura ed a fare formazione e informazione rispetto al comportamento da tenere come umani nei confronti della fauna selvatica.
«Ci è spiaciuto molto per Bambi, a tutti noi e ancor più a Giovanni Del Zoppo, che lo aveva cresciuto – dice Stefano Nani, presidente dell’associazione “Ecofaunistica Valmalenco-casa di Bambi” –. Abbiamo fatto tutto il possibile e ancor più per sottrarlo alla malattia, ma non c’è stato niente da fare. É stato sottoposto ad autopsia all’Istituto zooprofilattico di Sondrio ed è emerso che era affetto da un’infezione parassitaria allo stomaco, rivelatasi resistente anche ai farmaci. Si è via via indebolito, fino alla morte. Spiace molto, però, l’oasi che era nata per lui prosegue la propria attività. Abbiamo attualmente tre cervi a quota 1600 metri e altri tre ne arriveranno a primavera provenienti da un’oasi ecofaunistica di Lecco, costretta a chiudere i battenti e che ha avviato una partnership con noi. Andremo avanti, quindi, con la nostra attività divulgativa, che sta facendo tanta presa sui più piccoli, sulle famiglie e non solo».
All’oasi, accuditi come sempre da Giovanni Del Zoppo, il padre putativo di Bambi, ci sono oggi tre cervi, le femmine Valma e Lenca, arrivate a due anni di età il 6 dicembre del 2023 dall’oasi di Pejo (Trento), e il piccolo Pejo, figlio di Valma, giunta in Valmalenco già incinta. Tutti cervi che non potranno essere reimmessi in natura, perché non sopravvivrebbero.
Bambi aveva fatto ritorno in Valmalenco il 4 maggio precedente, da Dazio, dove era stato portato alcuni mesi prima, ma non si è mai accoppiato con alcuna cerva, non avendo mai avuto neppure il temuto calore, temuto perché la paura inizialmente era che potesse diventare aggressivo con Del Zoppo proprio a causa del calore, che fa letteralmente perdere la testa ai cervi in cerca della femmina. Tutto ciò non è avvenuto e, ora, a Braciascia di Chiesa, si cerca di guardare avanti.
«La realtà c’è, è ben avviata, frequentata – dice Nani –. Del Zoppo cura con attenzione i cervi e poi c’è tutta l’attività divulgativa. Attorno al recinto (che racchiude un’area di 8mila metri quadrati, ndr) abbiamo realizzato un bel percorso attrezzato per i visitatori e abbiamo aperto anche un nuovo punto di accesso per coloro che arrivano all’oasi dal basso, da poco sopra il grande piazzale del parcheggio della seggiovia di San Giuseppe. Manufatti in legno e pietra in modo da ridurre al minimo l’impatto ambientale. Per l’anno in corso è previsto anche un potenziamento dell’attività didattica con la realizzazione di un piccolo spazio a ciò dedicato e a breve, come detto, l’arrivo di tre nuove cerve».
Nel nome di Bambi, quindi, l’oasi ecofaunistica Valmalenco prosegue la propria attività divulgativa e di ricovero di animali in cattività, premurandosi di insegnare a chi transita da Braciascia quelle che sono le relazioni corrette fra uomo e ambiente selvatico.
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