Valtellina, alloggi a prezzi calmierati per medici grazie a Rsa

Asst Valtellina e Alto Lario e Fondazione città di Sondrio insieme per attrarre personale sanitario. La Cgil chiede estensione a infermieri e Oss.

Sondrio

La partnership fra l’azienda socio sanitaria territoriale Valtellina e Alto Lario e la casa di riposo “Fondazione città di Sondrio” è in essere da tempo, come più volte sottolineato da Antonio Grimaldi, presidente della fondazione e presidente anche di Uneba Sondrio, l’Unione nazionale associazioni e iniziative di assistenza sociale cui afferiscono le maggiori Rsa della nostra provincia.

Ma ora si è concretizzata in un’iniziativa volta ad attrarre e a favorire la permanenza del personale sanitario, medico, in particolare, su un territorio provinciale, dove la “fame” di personale è gigantesca.

Ebbene, Ida Ramponi, direttore generale di Asst Valtellina e Alto Lario, e Antonio Grimaldi, ci hanno ragionato sopra ed hanno deciso che spazi attualmente non utilizzati dalla Rsa sondriese potevano essere destinati ad alloggi temporanei per medici in servizio in Asst. Quest’ultima ha quindi sottoscritto un contratto di locazione con la Fondazione casa di riposo città di Sondrio per destinare 10 alloggi di proprietà della Rsa a medici che provengono da fuori.

Un’iniziativa che gode del plauso della Funzione pubblica Cgil di Sondrio la quale però evidenzia come occorrerebbe replicarla anche per tutti gli altri lavoratori della sanità pubblica di cui c’è carenza come infermieri, operatori socio sanitari, personale tecnico, educatori, assistenti sociali e personale amministrativo. Mentre, ad oggi, questo tipo di soluzioni sono appannaggio esclusivamente del personale medico perché Regione Lombardia ha promosso la stipula di convenzioni fra enti pubblici per assicurare l’alloggio a un prezzo calmierato solo per alcune figure mediche particolarmente difficili da reperire.

«Ma il tema dell’abitare e del costo degli affitti riguarda tutto il personale sanitario – dicono Michela Turcatti e Leonardo Puleri, della funzione pubblica Cgil -. Sono continue le segnalazioni di vincitori di concorsi pubblici di Asst che faticano a trovare alloggi sostenibili e che spesso rinunciano all’incarico perché, ad oggi, tranne la foresteria del Morelli e per un tempo limitato e altre, poche, soluzioni di edilizia residenziale pubblica, non trovano una sistemazione. E non possono contare su quelle opportunità che verranno invece garantite ai medici a fronte di un contributo mensile massimo di 200 euro. È vero che questa iniziativa dà una prima risposta a una situazione emergenziale, ma lo fa solo per alcune specialità fra il personale medico. E senza una governance complessiva il rischio concreto è il depauperamento della tanto decantata sanità di montagna».

La Funzione pubblica Cgil torna, poi, su un altro tema cruciale in sanità che è quello della formazione.

«Bisogna formare più personale sul territorio – dicono i sindacalisti – facendo sì che queste figure restino ad operarvi. E allora, come già dichiarato più volte e da più parti, ben venga il progetto che sta prendendo piede circa la creazione di un campus universitario a Sondalo in stretta sinergia con il polo formativo di Faedo, per le professioni sanitarie e la tecnologia avanzata, con la garanzia di misure incentivanti come vitto e alloggio gratuiti e borse di studio per studenti e specializzandi».

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