Cronaca / Sondrio e cintura
Mercoledì 31 Dicembre 2025
Valtellina, zona economica speciale: sì del Governo
Accolto un ordine del giorno sulla costituzione di una Zona economica speciale a Sondrio e nelle altre province confinanti con la Svizzera. Obiettivo, evitare che capitali e lavoratori migrino oltre frontiera.
Sondrio
Mantenere imprese e lavoro sul territorio italiano cercando di rendere più attrattive possibili per l’economia le zone di confine con la Svizzera, come le province di Sondrio, Como, Varese e Verbano Cusio Ossola.
É questo il motivo ispiratore della presentazione di un ordine del giorno alla Camera, da parte della Lega, in merito alla costituzione di una Zes, Zona economica speciale, per le suddette provincie di confine, lo stesso strumento già introdotto a supporto di una serie di aree del Sud Italia e recentemente esteso anche a Umbria e Marche.
L’ordine del giorno è stato recepito dal Governo la notte scorsa, in sede di varo della manovra economica, il quale esecutivo ha assunto formalmente l’impegno per la costituzione di questa Zes. Un segnale di attenzione forte verso le realtà di confine dell’estremo nord, che risponde alla volontà di rafforzare le economie di queste aree creando condizioni per attrarre e trattenere risorse in modo da evitare che imprese e lavoratori vengano progressivamente risucchiati oltre confine o verso aree meglio collegate e più competitive.
«Quanto destinato alla nuova Zes - dice Stefano Candiani, onorevole della Lega, di Busto Arsizio (Varese) e vicepresidente della commissione Finanze alla Camera - deriverà dal surplus di ristorni dei lavoratori frontalieri, oltre alle risorse previste dall’accordo fiscale ultimo italo svizzero per un ammontare di 60 milioni quest’anno, destinati a superare i 100 nel giro di due anni».
In previsione c’è la possibilità di assicurare in busta paga ai lavoratori di confine che restano in Italia un “assegno di frontiera” per ridurre il gap retributivo con la Svizzera e sono previsti anche agevolazioni fiscali e crediti d’imposta che potranno arrivare fino al 50-60% per chi avvia o sviluppa attività produttive nelle province future Zes di confine. «La proposta non è nuova, perché già presentata nella precedente legislatura - sottolinera Candiani -, ma ora è sostenuta dal Governo grazie in particolare alla sensibilità del ministro dell’Economia e finanza Giancarlo Giorgetti e non è poco».
© RIPRODUZIONE RISERVATA