Cronaca / Valchiavenna
Venerdì 19 Giugno 2026
A Chiavenna 266 studenti verso gli orali: tra università, lavoro e sogni nel cassetto
Sono 266 gli studenti impegnati nell’esame di Stato tra il “Da Vinci” e il “Crotto Caurga”. Conclusa la seconda prova, molti guardano già oltre la maturità: università, turismo, ristorazione e opportunità oltreconfine tra le prospettive più gettonate
Lettura 2 min.Chiavenna
Sono 266 gli alunni impegnati negli esami di maturità a Chiavenna di cui 144 all’istituto di istruzione superiore “Leonardo da Vinci” diretto da Ottavio D’Addea, e 82 al “Crotto Caurga” di cui è preside da anni Massimo Minnai. Per la precisione al Da Vinci ci sono due classi del linguistico con 29 alunni maturandi, una dello scientifico con 16, una dello scientifico, indirizzo sportivo, con 25, due del liceo di scienze umane con 34 alunni, una di relazioni internazionali per il marketing (ex ragioneria) con 26, e una di Cat, Costruzioni, ambiente e territorio di 14. Al Caurga ci sono invece 14 maturandi nel percorso di sanità e assistenza sociale, 10 in quello di accoglienza turistica, 15 in enogastronomia, 18 in sala, e 25 fra gli ebanisti-falegnami di cui 15 interni al Caurga e 10 provenienti dall’istituto di formazione professionale regionale Fantoni di Bergamo. I primi maturandi hanno iniziato ad uscire da scuola intorno alle 12.30, atteso che la seconda prova scritta di ieri terminava alle 15, e fra questi, al “Da Vinci”, la seconda in assoluto a terminare la prova è stata Carlotta Gardiman, della 5B liceo linguistico. «La prova è andata bene, era in inglese, e mi è sembrato di averla affrontata in modo corretto – dice -. Per il futuro invece vado a studiare in all’Accademia di turismo e hospitality management a Cernobbio l’anno prossimo e poi inizio a lavorare». Idee chiare da parte di quasi tutti i giovani intervistati ieri sia al Da Vinci sia al Caurga. Laura Lombardo di Mese, maturanda al liceo Scienze umane, punta ad entrare a Psicologia a Bergamo, ad esempio, mentre Lara Repossi, di Luino (Varese), che ha studiato a Chiavenna perché milita nella Volley academy Valtellina e Valchiavenna, si iscriverà al corso di neuropsicomotricità infantile ad un’università online. Per antrambe la prova scritta di ieri è stata «molto semplice e interessante – dice Lombardo – al contrario di quella di italiano di giovedì, con le terrificanti tracce A che non ho assolutamente fatto». Lorenzo Riccardo, pure studente di Scienze umane, di Chiavenna, conferma essere stata la prova di ieri «abbastanza facile e credo sia andata bene», dice, mentre ora punta ad iscriversi a Psicologia a Milano. Rebecca Sala, infine, studentessa del linguistico di Porlezza e pure pallavolista a Chiavenna ha deciso di iscriversi al corso di Beni culturali, all’università, ma non sa ancora dove. Più variegato, come sempre, il popolo del “Caurga”, dove se la maggior parte dei maturandi già pensa ad un futuro fatto di lavoro c’è chi dal corso di Enogastronomia seguito punta ad iscriversi a Lingue, all’università. Non ne è ancora sicura, ma Clara Fontana, di Gravedona ed uniti, ci sta pensando parecchio. Riccardo Alicino, di Santa Croce di Piuro, maturando in accoglienza turistica, invece, per ora le idee chiare sul prossimo futuro non le ha ancora, mentre sono chiarissime e ardite quelle di Raki Sou, di Chiavenna, ma nata ad Iseo (Brescia) da genitori senegalesi, che vorrebbe aprire un ristorante fusion. «Vorrei portare le persone in giro per il mondo, ma dentro il mio ristorante – afferma – offrendo una gamma di piatti tipici che appartengono a culture diverse. Sarebbe una bomba, qualcosa di finalmente innovativo, elegante, che possa piacere a tutti». Emily Zuccoli, di Samolaco, maturanda in accoglienza turistica, invece, punta all’opzione “lavoro in Svizzera” «perchè siamo a due passi dal confine dove ci sono maggiori opportunità lavorative – dice – e lo stipendio è anche più alto». Punto sul quale la segue anche Elisa Di Battista, di Gravedona ed uniti, maturanda in sala. «Farei un bel po’ di avanti e indietro, ma guadagnerei sicuramente di più», dice, lei che assicura non pretendere più del 60 per lasciare la scuola, mentre l’amico Danilo Fanetti, di Campodolcino, pure maturando in sala, vorrebbe un 70 «perché vorrei fare il prof – ironizza – e aiutare il mio professore di sala che mi odia...!». Ora, breve brack per tutti, poi da martedì orali al via.
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