Arriva la “Corriera della Vallespluga”: l’autostop diventa un servizio digitale

Madesimo Il progetto ricalca quelli di “Taxito”, in uso con successo in Francia e in Svizzera. Un’app o un sms dedicati metteranno in collegamento automobilisti e passeggeri

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Fino a giugno scendere da Montespluga nei pomeriggi domenicali usufruendo di un servizio di trasporto pubblico è impossibile. I bus non ci sono ancora. Una situazione di cui alcuni si sono accorti domenica scorsa. Località strapiena di gente ma per chi aveva raggiunto Montespluga a piedi l’unica possibilità di scendere verso il fondovalle è stata l’autostop. In futuro potrebbe non essere più così.

Saranno collocati pannelli digitali tipo fermate del bus come riferimento

Un servizio innovativo

All’interno del progetto Interreg Arc, infatti, c’è l’idea di varare una “Corriera della Vallespluga”. Non un autobus vero e proprio, ma qualcosa di più innovativo. Si tratta di un servizio di carpooling/ride sharing sperimentale pensato per collegare le aree montane più isolate con i centri più popolosi.

Un’idea nata per garantire spostamenti essenziali in aree dove il trasporto pubblico locale tradizionale è difficile da mantenere a causa degli alti costi di gestione rispetto alla scarsa utenza. Il sistema si ispira all’esperienza svizzera e francese “Taxito”, adattando il concetto del tradizionale autostop alle tecnologie digitali moderne. Si parte dalla richiesta del passeggero, che segnala la propria destinazione tramite sms o un’app dedicata.

La caratteristica distintiva è l’installazione di pannelli elettronici fissi, simili a fermate del bus, che rendono visibile la richiesta agli automobilisti di passaggio. L’autista decide se fermarsi. Se il passeggero accetta, invia il numero di targa del veicolo per formalizzare il carpooling e garantire la tracciabilità. Qualcosa di più evoluto del pollice sollevato per chiedere uno strappo, insomma. La differenza è che si paga qualcosa. La Comunità montana della Valchiavenna è il partner responsabile dell’attività, occupandosi anche della concessione degli spazi pubblici per le installazioni.

L’ente montano referente

Il budget per questo progetto è di 190mila euro. Il progetto Arc è quello divenuto noto per l’idea di inserire un biglietto unico per il trasporto pubblico locale tra alto Lario, Valchiavenna e Engadina.

Ma non solo. Si parla anche di utilizzo dell’app WeCity per monitorare i flussi e incentivare comportamenti virtuosi tramite i CO2 coins, cioè premi per chi non usa l’auto, avviare una sperimentazione del prolungamento della corsa Chiavenna-Splugen fino a Thusis, nodo ferroviario strategico per l’Albula e St. Moritz, realizzare strutture di supporto per i ciclisti e avviare un progetto di recupero e riutilizzo di vecchie biciclette attraverso il coinvolgimento del terzo settore e di categorie svantaggiate. Il budget complessivo è di 500 mila euro.

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