Avviate le Case di comunità
Tutti i medici faranno i turni

Sanità Asst riunita per far rispettare i contenuti dell’Accordo collettivo Vanno garantiti turni di almeno tre ore fino a un massimo di sei settimanali

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Le Case di comunità che fanno capo ad Asst Valtellina e Alto Lario sono tutte avviate, da Bormio a Tirano, passando per Sondrio, Morbegno, Chiavenna e Dongo, ma il punto nodale della questione è ora trovare il personale medico e di supporto da destinarvi.

Dal 1° luglio

Operazione tutt’altro che semplice da tempo e che si conferma tale anche in questa fase. Tant’è che per permettere l’avvio a norma di legge del servizio, che andava avviato entro il 1° luglio, la direzione generale Welfare di Regione Lombardia ha chiesto alle Asst di riferimento di rifarsi ai nuovi contenuti dell’Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale riferiti proprio al capitolo “Case di comunità” siglato recentemente.

E al riguardo si è tenuta pochi giorni fa in Asst Valtellina e Alto Lario una riunione fra la direzione socio sanitaria, in capo a Roberta Trapletti, e i referenti delle nove Aft, Articolazioni funzionali territoriali della medicina generale della provincia di Sondrio e dell’Alto Lario, di Livigno, guidata da Milos Andulajevic Tomasello, di Bormio, con Carmen Nicoleta Iuga, di Tirano, guidata da Antonino Gallucci, di Sondrio area Orobica, con Giovanni Passeroni, di Sondrio area Retica, con Paolo Galenda, di Morbegno ovest, con Giuseppe Deghi, di Morbegno est, con Futura Limongelli, della Valchiavenna, con Roberto Luigi Scaramellini, e dell’Alto Lario, con Paola Strada, per ragionare sull’organizzazione dei turni dei medici necessari al funzionamento delle strutture.

In quanto tutti i medici, indipendentemente dal numero dei loro assistiti, dovranno prestare servizio nelle Case di comunità, anche se non hanno aderito al ruolo unico, garantendo turni di almeno tre ore fino a un massimo di sei settimanali, dietro corresponsione di un compenso di 38,72 euro orarie. Si tratta di un obbligo, per cui non ci si può sottrarre più di tanto anche se, in primo luogo, chiamati a turnare, sono i medici del ruolo unico, cioè le ex guardie mediche già attive sul territorio delle case di comunità, quindi, sono stati chiamati i medici di medicina generale entrati da poco in servizio, più giovani e con meno assistiti, dopodiché, però, entreranno in gioco anche i medici di lungo corso per la copertura delle ore residue, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20.

Medici che possono concordare fra loro l’articolazione delle ore dando comunicazione al Distretto degli orari e di coloro che effettueranno il servizio.

Copertura

C’è una certa libertà di movimento, in questo senso, perché quel che importa è che, alla fine, tutte le ore in Casa di Comunità vengano coperte per garantirne il reale funzionamento.

L’accordo al riguardo, raggiunto in sede di Conferenza Stato-Regioni il 23 giugno scorso, è stato siglato dal ministero della Salute, dalla Conferenza stessa e dalle segreterie nazionali della Fimmg, Federazione italiana medici di medicina generale, e della Fmt, Federazione dei medici territoriali.

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