Cronaca / Valchiavenna
Martedì 12 Maggio 2026
Campodolcino, il lago Azzurro a rischio scomparsa entro fine secolo
Questo il risultato di uno studio condotto dal Politecnico di Milano e dal Cnr e intitolato “Climate-induced drying of Lake Azzurro: impacts and future projections”.
Campodolcino
I lunghi periodi di “secca” del Lago Azzurro di Motta di Campodolcino? Colpa dei cambiamenti climatici. E sarà sempre peggio, tanto che entro la fine del secolo lo specchio d’acqua tanto amato potrebbe sparire definitivamente. Questo il risultato di uno studio condotto dal Politecnico di Milano e dal Cnr e intitolato “Climate-induced drying of Lake Azzurro: impacts and future projections”.
Non ci sarebbe nessun mistero dietro la scomparsa dell’acqua che ogni anno solleva discussioni in valle. Soprattutto tra i turisti abituali. Lo studio analizza gli impatti della variabilità climatica sul lago. Secondo quanto evidenziato il lago segue naturalmente un ciclo stagionale di riempimento in primavera grazie allo scioglimento delle nevi e alle piogge e riduzione del livello in autunno.
Tuttavia, a partire dai primi anni 2000, ha sperimentato periodi di siccità prolungata, in particolare negli anni 2005–2006, 2018 e 2022–2023. I dati mostrano un aumento significativo della temperatura di circa 2°C, 0,4°C per decennio, negli ultimi 44 anni. Parallelamente, è stato osservato un trend decrescente delle nevicate negli ultimi 60 anni, mentre le precipitazioni totali sono rimaste relativamente stabili, pur con una forte variabilità.
I ricercatori hanno identificato una relazione diretta tra il prosciugamento del lago e la combinazione di scarse precipitazioni nel semestre freddo ed elevate temperature in quello caldo. Utilizzando modelli climatici, lo studio prevede un aumento drastico della frequenza degli eventi di prosciugamento. Nello scenario peggiore si stima un aumento delle temperature estive fino a 5°C entro la fine del secolo, il che porterebbe alla scomparsa definitiva del lago a causa dell’eccessiva evaporazione.
Con impatti sull’ecosistema pesanti. Il documento sottolinea l’urgenza di sviluppare strategie di mitigazione e gestione sostenibile, come la conservazione della biodiversità e la promozione di pratiche d’uso del suolo che aumentino la resilienza dell’ecosistema alpino. Più facile a dirsi che a farsi.
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